LE NOTTI GIOVANI DELLA CATTEDRALE

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LE NOTTI GIOVANI DELLA CATTEDRALE
Appuntamento per i giovani delle Parrocchie del Vicariato di Adria ed Ariano

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Ci saranno alcune notti significative dell’anno a ritmare gli incontri dei giovani delle Parrocchie del territorio di Adria. Sarà proprio la notte il tempo ed il luogo più opportuno per i ragazzi delle Superiori ed oltre, per incontrarsi, raccontarsi esperienze, e lasciarsi guidare dalla bellezza che la notte sa dare ai luoghi che quotidianamente visitiamo. In particolare la notte rende la Cattedrale un luogo carico di mistero e di luce, che aiuta chiunque a scavare a fondo nel cuore per lasciarlo parlare.
La prima “Notte Giovane” si terrà nella serata di venerdì 31 ottobre a partire dalle ore 21.00. Nel corso della serata i giovani vivranno in un crescendo di esperienze la notte dei Santi che apre la grande festa cristiana di Ognissanti. “In una notte dove si gioca con il tenebroso, – racconta don Luca Borgna, conduttore della serata – dove si prende in giro il mistero grande e cruciale della morte, la Notte Giovane dei Santi vuole prendere veramente sul serio la festa di Halloween, aiutando i ragazzi in un clima luminoso di festa e di preghiera, a scorgere oltre la notte una luce che dia speranza alla nostra vita, una luce di cui la spiritualità cristiana abbonda”.
La Notte Giovane dei Santi si terrà anche in altri luoghi significativi della Diocesi di Adria-Rovigo, in particolare a Lendinara, a Rovigo, e a Castelmassa, appuntamenti che l’anno scorso hanno visto la partecipazione di circa 500 giovani provenienti dalle Associazioni e dalle Parrocchie che fanno riferimento alle proposte del Servizio Diocesano di Pastorale Giovanile e Vocazionale, coordinato dai sacerdoti don Fabio Finotello e don Daniele Spadon.
Le Notti Giovani guardano lontano, perché accompagneranno i ragazzi a due eventi di grande importanza che si terranno nella primavera 2015 e nell’Estate 2016. Il primo sarà la FestaGiovani2015, in programma l’11 e il 12 aprile a Lendinara, il meeting dei giovani della Diocesi che l’anno scorso ha coinvolto a Rovigo circa 1500 giovani da tutto il Polesine. Il secondo riguarderà la Giornata Mondiale della Gioventù dal 26 al 31 luglio 2016 a Cracovia in Polonia. La Giornate Mondiali, ideate dal Papa San Giovanni Paolo II e alla quale Papa Francesco invita i giovani di tutto il mondo, rappresenta l’appuntamento di maggior rilievo per la ricchezza di incontri, di occasioni di crescita umana e cristiana per i ragazzi che vivono un’esperienza di fede o anche per chi sta vivendo un cammino di ricerca personale.
Le notti giovani quindi rappresentano la “partenza” di un più ampio itinerario che porterà i giovani di Adria a sentirsi protagonisti nel territorio della nostra Diocesi, ma anche nell’esperienza unica della Giornata Mondiale della gioventù in Polonia.
L’appuntamento è fissato quindi per venerdì 31 alle 21.00 in Cattedrale, per la preghiera, cui seguirà un momento di festa presso il Salone Davo del Centro Giovanile San Pietro.

GIORNATA UNITALSIANA 26/10/2014 Dalla Grotta di Lourdes alla Grotta di Adria

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GIORNATA UNITALSIANA 26/10/2014 – INTERVENTO RONDINA
Dalla Grotta di Lourdes alla Grotta di Adria

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Il messaggio di Cristo, la “buona novella”, giunse ad Adria fin dai primi secoli della Chiesa (IV – V secolo).
La presenza salvifica di Maria nella Chiesa diocesana si annunciò con la formella copta che traduce in immagine la sentenza pronunciata dai Padri conciliari ad Efeso nell’anno 431, attribuendo definitivamente alla Vergine il titolo di Madre del Salvatore.
La consuetudine dunque con la B. Vergine si radicò sempre più in questa città esprimendosi in molteplici forme di devozione (come del resto ho avuto modo di esporre in alcune mie pubblicazioni specifiche incentrate sul culto alla Vergine) tanto che Adria venne chiamata per questo “Antica Città di Maria”. Quando si venne a conoscere la portata straordinaria degli eventi di Lourdes, dell’11 Febbraio 18581 e successive apparizioni durante le quali una Signora vestita di bianco si presentò come la Immacolata Concezione alla piccola contadina Bernadette Soubirous, in molti luoghi e città mariane maturò il desiderio di riprodurre la Grotta delle apparizioni, prendendo a modello quella naturale situata ai piedi dei Pirenei francesi.

Aldo Rondina
Questo desiderio sorse anche in Polesine e ad Adria ma la terribile alluvione dell’Adige avvenuta nel 1882 e la disperata protesta dei braccianti passata con il titolo emblematico de “La boje” (1884-1886) ne impedirono la realizzazione. Alcuni tentativi avviati con tanta buona volontà dalle Madri Canossiane, insediatesi nel quartiere di Canareggio proprio nel 1882, andarono in fumo per mancanza di mezzi.

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Ma le Canossiane tuttavia, tanto devote alla Madonna, non rinunciarono mai all’idea di onorare la Vergine con il segno particolare della Grotta e nel 1910, grazie alle offerte dei fedeli (lire 1.700) riuscirono ad avviare i lavori per la costruzione della Grotta in un angolo dell’orto del Convento. La Grotta, con l’immagine di Maria, venne solennemente consacrata l’11 Febbraio 1911.

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I Diari compilati dalle Suore e i racconti trasmessi dai fedeli attestano il grande fervore sorto attorno a quel sacello mariano. Seriamente danneggiata durante il passaggio dell’ultima Guerra, la Grotta delle Canossiane fu abbattuta il 17 Settembre 1945. La Madonnina scolpita in marmo tuttavia è stata salvata dalle Suore e tra non molto sarà posta con solenne cerimonia, all’ingresso della Casa delle Associazioni di Volontariato realizzata dalla Croce Verde di Adria nello stesso luogo dove un tempo sorgeva la Grotta.
Stamane però siamo qui per parlare di un’altra Grotta-Santuario adriese, quella a misura naturale sorta nell’area dell’ex Cimitero cittadino accanto alla Cattedrale, i cui lavori di costruzione avviati formalmente nel 1924 si conclusero nel mese di Settembre 1925 con il solenne Pontificale celebrato da S. Ecc. Mons. Rizzi, unitamente al Capitolo, al Clero ed a moltissimi fedeli. Le cronache parrocchiali riferiscono che dal 2 Febbraio 1924 ebbe inizio la recita del S. Rosario davanti all’immagine scolpita in marmo di Carrara della Madonna di Lourdes, appositamente realizzata per la Grotta ed esposta provvisoriamente in Cattedrale presso l’altare di San Francesco, accanto al progetto del Santuario.

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L’eco suscitata dalla inaugurazione del sacro monumento ebbe grande risonanza non solo in Diocesi ma anche in molte Parrocchie delle Diocesi confinanti. Da quel momento la Grotta-Santuario di Lourdes divenne meta di Pellegrinaggi da ogni parte. Si può dire che, almeno fino allo scoppio della seconda guerra mondiale, siano passati migliaia e migliaia di fedeli richiamati dall’unico desiderio di pregare in un luogo mariano simile a Lourdes.
Sorse in quegli anni persino un foglio a stampa dal titolo “La Grotta di Lourdes” per dare informazioni adeguate sulle attività mariane in corso ed incoraggiare i fedeli devoti della Madonna. Negli anni trenta del secolo scorso il Santuario divenne luogo di convegni spirituali dell’Azione Cattolica e delle altre Associazioni parrocchiali. Non c’era incontro di preghiera che non avesse la sua naturale conclusione alla Grotta di Lourdes, ai piedi della Vergine Maria.

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Dopo la guerra gli appuntamenti mariani alla Grotta-Santuario ripresero con maggior vigore. Molte foto documentano questo grande fermento religioso inculcato nei giovani e nelle ragazze dell’Azione Cattolica da pii e santi Sacerdoti. Fanno tenerezza le foto che ritraggono i gruppi dei coscritti che prima d’intraprendere la via della chiamata alle armi si riunivano in preghiera davanti all’immagine della Madonna. Così i bambini della Prima Comunione, della Cresima, gli studenti e tanti, tanti giovani nel cui cuore è rimasta impressa l’immagine dolcissima della Madre implorata davanti alla Grotta.
Per rendere più concreto il legame spirituale con la Vergine, l’Arciprete Mons. Filippo Pozzato propose ai Pellegrini di compilare un elenco nominativo dei componenti i vari gruppi e il luogo di provenienza da depositare come offerta in un apposito sacello ricavato ai piedi della Madonna. Grazie alla tenacia ed all’impegno del cav. Francesco Doati (grande devoto di Maria) è stato possibile il recupero di molte di queste preziose testimonianze (sono fogli un po’ sgualciti, scritti a mano od a macchina) che speriamo di poter esporre in una prossima occasione insieme alla documentazione conservata presso l’Archivio Capitolare.
L’ardita iniziativa della costruzione di una Grotta-Santuario della stessa dimensione di quella che sorge a Massabielle, sulla riva del torrente Gave che attraversa la cittadina di Lourdes, ebbe come fautore principale un Canonico della Cattedrale innamorato di Maria: Mons. Giuseppe Prearo.
Fin da quando partì per il fronte il 4 Giugno 1915, don Giuseppe Prearo, allora giovane Cappellano in Cattedrale (aveva 31 anni), si ripromise di dedicare alla Madonna di Lourdes un Santuario non appena fosse cessata la Guerra.
Al suo ritorno dopo il conflitto, si mise subito all’opera per raccogliere i fondi necessari e dare avvio all’ardita iniziativa. L’Arciprete mons. Pozzato non poteva fare altro che incoraggiarlo, essendo la Parrocchia già fortemente impegnata in altre opere. Per questo il pio sacerdote non si scoraggiò e un po’ con mezzi propri, un po’ con le offerte dei fedeli, ma anche con il generoso credito concesso dal titolare dell’impresa costruttrice Signor GioBatta Donà, detto Titta Fasolin (factotum della Fabbriceria della Cattedrale), il progetto del Santuario-Grotta di Lourdes andò in porto e venne realizzato nei tempi previsti (25 settembre 1925) con grande profusione di cemento armato.
Circa quattro anni dopo l’inaugurazione, esattamente il 14 luglio 1929, mons. Prearo perse la vita assieme al fratello Gino in un grave incidente d’auto accaduto in località Moggia, nei pressi della torre delle “Bebe”, sulla strada arginale del Gorzone che da Cavarzere porta verso Chioggia. Lo scoppio di una gomma fece sbandare l’auto guidata dal sacerdote e il mezzo precipitò nel fiume sottostante portando con sé le persone trasportate.
Il tragico evento ebbe ripercussioni assai pesanti sulla situazione economica dell’impresa costruttrice, già in preda alla crisi economica in atto che causò la famosa “quota 90” della lira. Alla fine comunque, l’Arciprete mons. Pozzato chiuse il contenzioso con gli eredi impegnandosi a saldare il debito residuo2.
Per il tramite di Mons. Prearo e di tutti coloro che hanno contribuito concretamente alla sua realizzazione, la Madonna ha donato ad Adria il Santuario che riporta direttamente a Lourdes, nel luogo delle apparizioni.
I nostri predecessori nella fede hanno reso spiritualmente fecondo questo luogo sacro, dove ancora ci si riunisce in preghiera sollecitati magari da lodevoli manifestazioni Unitalsiane come quella che stiamo vivendo oggi. Siamo per questo impegnati a proseguire l’opera di evangelizzazione al seguito di Maria qui avviata da 9 decenni.
In questo anno pastorale 2014-2015 la nostra Chiesa locale, è spronata dal suo Pastore il Vescovo Lucio a farsi missionaria per diffondere la fede.
Uno dei suggerimenti proposti dal Vescovo per questo cammino pastorale è che possiamo realizzare, previa adeguata preparazione spirituale, pellegrinaggi alla Chiesa Cattedrale ed ai Santuari mariani diocesani e regionali (v. libretto “Il popolo di Dio in missione”, a pag. 16 tra le “Scelte pastorali da svolgere nelle Parrocchie”).
Allora cogliamo con entusiasmo questa provvidenziale indicazione e mettiamoci in cammino per incontrare la Madre nel Suo Santuario insieme ad Associazioni, Gruppi di preghiera e Parrocchie che sceglieranno questo percorso.
Abbiamo la certezza che “in questo cammino ci accompagnerà la Vergine Santissima.. , … aurora luminosa e guida sicura del nostro cammino”. (Aldo Rondina)

L’Azione Cattolica della Cattedrale a Torreglia LA SPERANZA DELLA FAMIGLIA

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crocifissione-giotto - cappella degli Scrovegni PD

“La speranza della famiglia” è stato il tema trattato nell’incontro di spiritualità, che si è tenuto il 12 ottobre u.s. nella casa “Villa Immacolata” a Torreglia, del gruppo di Azione Cattolica della Cattedrale di Adria. Argomento non di facile trattazione e concretizzazione, ma che l’assistente di questa casa, don Federico Giacomin, ha saputo magistralmente interpretare con l’aiuto di un’immagine di Giotto che si può ammirare nella Cappella degli Scrovegni di Padova. L’immagine, ha spiegato don Federico, illustra quanto la speranza sia una virtù umana, che tende, nell’immagine, ad una luce splendida, rappresentata da una corona, che è così luminosa perché vuol rivelare la certezza della regalità di Cristo, certezza che viene dalla sua resurrezione ed è questa la speranza cristiana o teologica. Tale speranza è anche pazienza, perciò è proiettata in un futuro di attesa; come il contadino che getta il seme nel terreno ed attende perché può prevedere i tempi della maturazione del seme gettato, ma non li può stabilire con esattezza e nello stesso tempo non rinuncia, ma aspetta …, così il cristiano sa che la vita non è solo terrena, perché, assomigliando egli a Cristo, è proiettato oltre il mondo, nell’eternità . La speranza umana non è sufficiente ad affrontare le avversità della vita (es. Gesù sulla croce, abbandonato dai suoi discepoli, tranne Giovanni è quasi disperato, ma ha sentito la presenza del Padre), occorre infatti un supplemento di coraggio, di testimonianza e di speranza che vede il trionfo della dedizione, dell’amore, di una vita donata. Chi crede solo nelle proprie forze può entrare nell’abbandono, nella separazione, nello sconforto, nella disperazione fino al rifiuto di quella vita di cui pensava di conoscere tutto, ma in cui mancava la tensione verso i segni positivi di speranza teologica.

Nella famiglia, ha affermato il relatore, si incontrano molte difficoltà e di vario tipo, ma la speranza cristiana aiuta a contemplare la provvidenza di Dio che ci viene incontro, ci purifica, ci ricopre con la sua misericordia. Questa speranza non porta a separazioni e divorzi, perché è vita piena e senza di essa non siamo cristiani, anzi non possiamo neppure essere persone umane capaci di sostenere il peso dell’esistenza. La speranza è elemento indispensabile della vita, come Io sono l’aria, l’acqua, il pane, il respiro … Il desiderio di Dio è sufficiente per ricominciare da capo, anche nella solitudine più assoluta, anche quando si capisce che una convivenza non permette di realizzare una famiglia che si possa proiettare in una speranza che promette salvezza.

Alla relazione è seguito un momento di riflessione individuale su questo profondo aspetto della vita, ed un amichevole scambio di idee e di esperienze personali, raggiungendo anche la consapevolezza che la nostra vita è ricca di segni positivi di speranza che permettono di guardare al futuro con un’intensa serenità. Negli spazi interni ed esterni della Casa che ci ha ospitato, abbiamo potuto godere di un clima di fratellanza, ricordando la nostra radice cristiana, che abbiamo cercato di fortificare con la recita del S. Rosario e la celebrazione della S. Messa, grazie alla presenza dell’assistente del gruppo, mons. Mario Furini, a cui va rivolto un ringraziamento particolare, assieme a quanti hanno permesso di realizzare questo incontro preparato e curato dalla presidente Anna Paola Fonso e dai vice-presidenti Chiara Piombo e Mario Vianello.

Sicuramente rientreremo nelle nostre realtà quotidiane con una .. “speranza maggiormente convinta” !!

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Festeggiati i nonni alle Scuole d’Infanzia M. Immacolata e S. Teresa B. G. di Adria

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Asilo ImmacolataAsilo S. Teresa B.G.

Nonni e nipoti in festa
Festeggiati i nonni alle Scuole d’Infanzia M. Immacolata e S. Teresa B. G. di Adria

Non potevano i bambini delle scuole dell’infanzia paritarie M. Immacolata e S. Teresa del Bambin Gesù di Adria, dimenticarsi della ricorrenza del 2 ottobre “festa degli Angeli custodi ” per dire grazie a chi si cura sempre di loro: i Nonni, gli Angeli dei nostri bimbi! I bambini hanno accolto i loro nonni presso le scuole stesse: si sono preparati proprio bene per i loro nonni, anche perché bisogna pensare che la scuola è iniziata da poche settimane …, e sono stati ripagati dalla loro bravura con foto, filmati e una grande ondata di sorrisi e applausi non solo dai nonni ma anche dai genitori presenti.
Non è mancata una simpatica sorpresa preparata con le loro stesse mani per ringraziarli della loro meravigliosa presenza regalando momenti di gioia e serenità, con canti e poesie a loro dedicati, insieme ad un piccolo ricordo ed a un momento conviviale di grande allegria.
Ai nostri nonni noi vorremmo gridare: GRAZIE!!! VI VOGLIAMO UN MONDO DI BENE!

Presentato dal giornalista Bellinetti lo studio di Rondina su Giovanni Marinelli

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Al Teatro Ferrini di Adria

Presentato dal giornalista Bellinetti lo studio di Rondina su Giovanni Marinelli

Sabato scorso 4 ottobre 2014 si è svolto l’incontro promosso dalla Biblioteca Comunale di Adria in collaborazione con la Biblioteca Capitolare, incentrato sulla figura e l’opera di Giovanni Marinelli, discusso personaggio del Ventennio fascista che fu coinvolto nel delitto Matteotti. Si può dire che la carriera di Marinelli abbia seguito pari pari la parabola politica di Mussolini, almeno fino al voto contrario espresso nella notte del 25 luglio 1943 con la maggioranza del Gran Consiglio capeggiata dal conte on. Grandi che con 19 voti, aprì di fatto la crisi del regime. Da quel momento l’uomo di fiducia, il più fedele seguace del capo, colui che tacendo subì l’umiliazione del carcere per non scaricare sul duce del fascismo la responsabilità dell’uccisione del deputato socialista, divenne “traditore dell’idea fascista” e come tale fu condannato a morte.

il tavolo dei relatori con Bellinetti Crepaldi Bellettato e Rondina

Tutto questo è stato esposto con particolare sensibilità storica dal giornalista prof. Michelangelo Bellinetti che ha percorso il tratto umano e politico di questo adriese trapiantato a Milano nel 1911 il quale, partito come socialista militante divenne con Mussolini uno dei fondatori della nuova formazione politica dei fasci. Con il duce ed altri 120 convenuti il 23 marzo 1919, nel Circolo degli esercenti di via Paolo da Cannobio, diede vita al movimento dei fasci entrando nella prima giunta esecutiva come amministratore e cassiere, carica che mantenne nel PNF per quasi tutto il Ventennio. Bellinetti non ha mancato di porre in risalto il ruolo politico svolto da Marinelli in Polesine, divenuto dal 1930 al 1943 il suo feudo personale così come fu la Provincia di Ferrara per Balbo, il territorio di Modena per Farinacci, l’area Bolognese per Arpinati.

partecipanti 1

Dietro a tutto questo, come in una filigrana in continua formazione, si scontravano le tensioni interne al fascismo rodigino con momenti di tensione anche drammatica. Le due anime, quella “agraria” intransigente e chiusa e quella “sindacalista” più aperta per mentalità e visione politica, si confronteranno per tutto il Ventennio con la conseguenza che il Polesine non riuscirà mai a sollevarsi dalle condizioni di miseria, povertà e disoccupazione che si protrarranno poi nel dopoguerra. Bellinetti ha posto l’accento sul tentativo non riuscito di Marinelli di ribaltare, durante il periodo della sua leadership polesana, questa situazione. Concetto ripreso dall’autore del libro il quale ha precisato che, avendo perso il treno della industrializzazione, peraltro realizzata in grande stile nelle provincie limitrofe di Ferrara e, soprattutto, di Venezia con il polo industriale di Marghera, a Marinelli non rimase altro che giocare la carta degli interventi statali per la realizzazione di opere pubbliche, contributi del resto ottenuti in notevole quantità. In questo contesto, ha precisato Rondina nel suo breve intervento, Marinelli si rivelò per Adria un nume tutelare. Il lungo elenco di opere di marca marinelliana spaziano dalla scuola, all’assistenza, all’urbanistica, alla cultura.

manifesto incontro

Opere che, accostate a quelle di interesse più vasto come la Strada provinciale Adria-Rovigo-Badia, la ferrovia Adria-Ariano Polesine, le opere di bonifica realizzate nel Basso Polesine e il Canale navigabile Fissero-Tartaro-Canalbianco, rivelano una notevole attenzione a questa terra. La guerra ha bloccato molte di queste iniziative mettendo in seria difficoltà l’economia del territorio. La biografia curata con rigorosa obiettività da Rondina, ha precisato infine Bellinetti, è il primo studio di rilievo uscito su Marinelli, personaggio fin troppo dimenticato anche dagli adriesi.

 partecipanti 2

ALLA SCUOLA D’INFANZIA MARIA IMMACOLATA TINTEGGIATO IL REFETTORIO NEL RICORDO DI ANDREA MAURIZIO ZANGHIERATO

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Lettera al Gruppo del Venerdì

Il 27 Settembre il Gruppo del Venerdì, ha tinteggiato il refettorio della Scuola dell’ Infanzia Maria Immacolata di Adria, dedicando questo gesto al caro amico Maurizio Zanghierato detto “Mosè”, che ci ha lasciati un mese fa.
Quando “Mosè” iscrisse anni fa la sua piccola Sara alla Scuola dell’Infanzia Maria Immacolata, iniziò a frequentare il Gruppo del Venerdì, pensando probabilmente di trovarsi il venerdì sera con i volontari per qualche lavoretto da fare all’asilo o per i preparativi di una festa o, semplicemente, per stare in compagnia.

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Sicuramente “Mosè” non sapeva che in questo gruppo avrebbe trovato dei veri amici con i quali condividere momenti allegri e spensierati della sua vita, ma anche i giorni più bui e difficili della sua malattia.
Gli amici del Gruppo del Venerdì gli sono stati accanto fino all’ultimo giorno della sua vita, in un modo semplice: con la loro compagnia.

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Queste “grandi” persone hanno dato a tutti un esempio di vera amicizia, fino al punto di esprimersi, dopo un mese dalla morte del caro amico “Mosè”, in un gesto e uno sforzo attivo e gratuito per la scuola dell’Infanzia con la quale il Gruppo del Venerdì collabora da molti anni.
Un ringraziamento sincero a questi amici che ad ogni occasione ci fanno sentire parte di una grande famiglia.

Patrizia

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