RICORDO di LIVIA CAVAZZINI

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LIVIA CAVAZZINI

Martedì 25 marzo 2014, nell’antica Cattedrale di San Giovanni, come da suo espresso desiderio, sono stati celebrati i funerali di Livia Cavazzini alla presenza dei familiari, di molte persone a Lei sempre vicine, dei rappresentanti le Associazioni parrocchiali e di tanti fedeli. Di seguito si riportano le espressioni di ricordo dell’Azione Cattolica della Cattedrale alla quale ha sempre aderito..

LIVIA CAVAZZINI una sua poesia come ricordo

 

 

Fare un elogio non serve tanto al defunto, ma a chi rimane, che si rasserena al pensiero che il caro estinto è nella pace eterna, rallegrato dai canti degli angeli ed immerso nel dolce abbraccio di Dio; mentre chi vive continua a lottare ancora, perché il cammino dell’esistenza non è terminato e l’esempio di chi ci ha preceduto ci aiuta a superare le quotidiane difficoltà. “Coloro che ci hanno lasciati non sono degli assenti, sono solo degli invisibili: tengono i loro occhi pieni di gloria puntati nei nostri pieni di lacrime”, scrive Sant’ Agostino. Per i presenti a questa cerimonia funebre l’elogio non deve essere un discorso nostalgico, ma il ricordo di una persona che sta vivendo ora accanto a Cristo e destinata alla resurrezione gloriosa con Lui. ”La consapevolezza della morte ci incoraggia a vivere”, sostiene infatti Paulo Coelho. Così le esequie nella luce della Pasqua di Cristo, della sua morte e della sua risurrezione sono fondamento per noi di speranza, perché siamo sicuri che potremo incontrare la nostra carissima LIVIA nella luce eterna. Certamente la nostra estinta ci lascia un vuoto che non desta dolore, ma ammirazione e riconoscenza per quanto lei ha realizzato nella sua esistenza terrena. La ricordiamo attiva nell’associazione di Azione Cattolica, sempre presente e pronta a collaborare con le altre socie per il bene del gruppo e della Parrocchia, disponibile nello svolgimento delle attività, partecipe nelle discussioni ed aperta al dialogo, accettando e proponendo consigli per la crescita di tutte le consorelle. Il suo atteggiamento diventava a volte severo, quando si sentiva sicura di quanto fosse importante agire in un certo modo e questo non era mai per vanto personale, ma per l’entusiasmo con cui ha sempre lavorato. Ha dimostrato una fede sicura e convinta, spesso rafforzata dagli Esercizi Spirituali a cui partecipava annualmente e, che l’ha accompagnata sino ai suoi ultimi giorni. La sua abitazione nei pressi della Cattedrale le permetteva di essere costantemente presente, anche in età avanzata, ai riti ed alle cerimonie religiose, tanto che si notava la sua assenza negli ultimi anni, quando la salute malferma non le permetteva più di essere presente e visibile nei primi banchi della “sua” chiesa. La preghiera è stata per lei costantemente un sostegno insostituibile, attivandosi fin dai tempi giovanili alla costruzione di un gruppo di “Apostolato della preghiera” ad Adria ed alla diffusione di questa pratica, che si fa portavoce delle intenzioni del Papa, dei Vescovi e che è una dimostrazione di essere Chiesa per il mondo. Siamo chiamati qui a celebrare quest’ ultimo saluto alla nostra sorella, dandoci la consapevolezza di riuscire da subito ad aiutarci l’un l’altro per essere migliori, per costruire una società nuova basata sull’amore, rendendoci conto che a poco servono le parole, anche se sono dettate da un cuore che vive e partecipa alla tristezza dei famigliari. facendo nostre le parole di Tiziano Terzani, ” … ricordati, io ci sarò. Ci sarò su nell’aria. Allora ogni tanto, se mi vuoi parlare, mettiti da una parte, chiudi gli occhi e cercami. Ci si parla. Ma non nel linguaggio delle parole. Nel silenzio . ..” , nel silenzio potremo ritrovare la nostra cara amica e “dialogare” con lei.
L’esistenza della nostra LIVIA, ricordando una frase manzoniana che così afferma: “Non rivangare quello che non può servire ad altro che a inquietarti inutilmente” sia per noi un ammonimento salutare di offerta della nostra povera, ma vissuta preghiera, perché solo Dio ci conforta e solo Lui ci sostiene, alimentando la nostra fede; certi che la vita passa in fretta e le opere buone vanno compiute adesso, senza attendere un incerto domani, tanto da poter dire fermamente con l’evangelista Giovanni ” …chiunque crede in Dio non perirà, ma avrà la vita eterna”.

Ciao, Livia e. . . arrivederci ! !!

La Presidente e le Socie di Azione Cattolica

Iniziativa della Regione Veneto Per le Scuole per l’infanzia paritarie

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Fonte: La Settimana – 30/3/2014

Sernagiotto incontra Anci, parlamentari e referenti scuole

 Se un bambino che va in una scuola paritaria del Veneto costa mille euro al mese perché lo Stato deve pagare tre volte tanto nella scuola pubblica per l’infanzia?

Si farà un progetto legge del territorio, appoggiato da regione e presentato dai senatori veneti per riconoscere servizio pubblico scuole paritarie venete e finanziamento statale.

Un progetto di legge sulle scuole paritarie per l’infanzia con l’obiettivo di riconoscere il finanziamento statale del servizio pubblico svolto per 93 mila bambini veneti tra i tre e i sei anni, progetto che sarà redatto dal territorio (scuole paritarie e movimento scuole paritarie), appoggiato dalla Regione Veneto e presentato in Parlamento dai senatori veneti.

Questa, sostanzialmente, la proposta maturata nell’incontro del tavolo tecnico sulla situazione delle scuole paritarie per l’infanzia nel Veneto che si è tenuto nei giorni scorsi a Palazzo Balbi, sede della Giunta veneta, tra Remo Sernagiotto Assessore regionale ai servizi sociali e i rappresentanti delle scuole paritarie per l’infanzia del Veneto (Federazione Italiana Scuole Materne – FISM con il presidente regionale Ugo Lessio, Comitato Parità Scolastica, Movimento Salva Scuole Paritarie), dell’ANCI (vicepresidente Pier Antonio Tomasi) e i parlamentari veneti – presenti i senatori Patrizia Bisinello e Franco Conte.

L’Assessore Sernagiotto – che ha convocato la riunione – ha detto subito che “la Regione Veneto in tutti questi anni ha fatto la sua parte fino in fondo a favore delle scuole paritarie, pur non avendo nessuna delega specifica, contribuendo con risorse importanti. 

Nel bilancio regionale appena approvato sono stati confermati i 14,5 milioni di euro regionali di contributo regionale.

Si dovrà vedere ora – ha affermato – con il nuovo Governo Renzi se saranno confermate le risorse nazionali a favore delle politiche sociali delle Regioni nel qual caso il Veneto, come sempre atto, integrerà quanto già stanziato per arrivare ai 21 milioni di euro complessivi.

Per mantenere queste cifre abbiamo fatto uno sforzo enorme in questi tempi di profonda crisi ma non si potrà più ripetere. Ora tutti gli attori coinvolti dovranno dire fino in fondo senza infingimenti da che parte stanno perché la questione delle scuole paritarie va posta, affrontata e risolta a livello nazionale e non regionale”.

Sernagiotto ha inoltre annunciato che, probabilmente, dalla prossima legislatura la competenza sulle scuole paritarie per l’infanzia sarà dell’assessorato all’istruzione e non più dei servizi sociali perché il tema nei tavoli nazionali vede coinvolti gli assessori regionali all’istruzione. “I costi standard devono essere introdotti anche nel sociale – ha sottolineato – è evidente che vadano operati su tutti gli interventi.

Se un bambino che va in una scuola paritaria del Veneto costa mille euro al mese perché lo Stato deve pagare tre volte tanto nella scuola pubblica per l’infanzia? Renzi faccia questa riforma e avrà i nostri applausi ma deve fare questo.

Chiederemo un incontro urgente a lui e al ministro. Presenteremo loro le schede dettagliate del risparmio economico del Veneto in questo settore. Una spending review virtuosa che, estesa a tutt’ Italia, consentirebbe di risparmiare fino a 4,5 miliardi!

Praticamente – conclude Sernagiotto – metà dell’intera cifra che serve al premier per garantire gli 80 euro mensili nelle tasche di dieci milioni di lavoratori”.

(La Settimana – 30/3/2014)

Grande successo ad Adria delle Giornate di Primavera del FAI 22,23 marzo 2014

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VESCOVADO FAI 1

Grazie all’azione sinergica dei volontari coordinati dalla Presidente dott.ssa Chiara Tosini, dal Consigliere Delegato alla Cultura del Comune di Adria prof. Mara Bellettato, dal rag. Aldo Rondina e dal Gruppo di Accoglienza e Collaboratori della Cattedrale, le giornate del FAI hanno richiamato ad Adria un numero di visitatori di gran lunga superiore a tutte le più rosee previsioni.

VESCOVADO FAI 2

Nelle giornate di sabato e domenica scorsi infatti, migliaia di persone provenienti da tutto il Polesine e dalle province limitrofe del Veneto ed Emilia hanno potuto visitare palazzi e luoghi della città solitamente chiusi al pubblico. Se vogliamo fare una graduatoria tra i quattro siti visitabili (Magazzini del Museo Nazionale, Palazzo Vescovile, Sala del Risorgimento e Palazzo Angeli), si può dire che i primi due sono stati di gran lunga i più frequentati ed ammirati. Grande apprezzamento ha suscitato in tutti l’opportunità della visita al Palazzo Vescovile offerta dal Titolare della Diocesi S. E. Mons. Lucio Soravito de Franceschi. Per l’occasione è stato esposto il busto in ferro battuto che raffigura il Pontefice regnante. L’opera, realizzata dallo scultore padovano Signor Gialain, è stata presentata e benedetta dallo stesso Papa Francesco nel corso del recente pellegrinaggio guidato dal Vescovo della diocesi Mons. Lucio e donata alla Cattedrale di Adria. In quella occasione, com’è ormai usuale, è avvenuto lo scambio della papalina del Pontefice, ora divenuta parte integrante dell’opera.

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L’ingresso imponente, il grande scalone che porta al piano nobile, il salone d’onore con le significative immagini del soffitto che ricordano l’entrata in diocesi del Vescovo Mons. Anselmo Rizzi (15 dicembre 1913), gli studi pubblico e privato, la stanza da letto con i mobili intagliati e la Cappella privata sono stati ammirati da tutti e particolarmente dai Polesani e dagli Adriesi che, nella singolare occasione, hanno sentito ancor più forte il legame millenario con il loro Vescovo.

VESCOVADO FAI 4

Per l’occasione, nella Cappella privata del Vescovo hanno trovato adeguata collocazione le molte decine di reliquie di Santi e Beati, quasi tutte munite dei sacri sigilli e di regolari patenti vescovili di autenticità, conservate presso l’Archivio Capitolare.

VESCOVADO FAI 5

Lasciando il Palazzo molti hanno chiesto di avere l’opportunità di ritornare per una visita più accurata, magari in occasione di qualche festività religiosa particolare legata al Vescovo ed alla sua Cattedrale.

PALAZZO VESCOVILE DI ADRIA
via Vescovado

VESCOVADO FAI 6

 

1419-1473 (preesistenze nucleo centrale)

Come riportato in un atto notarile redatto a Ferrara, negli anni successivi al 1419 fu ricostituita dal vescovo Giacomo Bertuzzi degli Obizzi la sede vescovile di Adria dove, per lunga desuetudine alla frequentazione, non vi era più alcuna dimora episcopale. Fu costruita una casa tutta in muratura coperta da tegole, circondata da cortile e munita di orto, in vicinanza della piazza Maggiore, che doveva servire da residenza per il Vescovo ed i suoi successori. Nel 1473 il vicario De Gottis durante la visita pastorale a proposito del palazzo di Adria sottolineò la necessità di un restauro poiché “… corruit in terram…”

VESCOVADO FAI 7

1738-XIX (rifacimento intero bene)

Il vescovo Giovanni Soffietti nel 1738 rimise a nuovo ed ampliò “Episcopale palatium in civitate Adriae” come ricordato dal successore mons. Speroni in “Adriensium Episcoporum Series, Padova 1788, p. 306”. Altre modifiche e decorazioni sono state apportate all’edificio dai Presuli che si sono avvicendati durante il XIX secolo.

 VESCOVADO FAI 8

1900-1980 (restauro intero bene)

Agli inizi del ’900 è stata rimaneggiata la facciata posteriore del palazzo con l’aggiunta a pianterreno di alcune arcate e di un loggiato al piano superiore. Negli anni ’60 il vescovo Guido Maria Mazzocco fece restaurare la facciata principale, mentre nel 1980 col vescovo Giovanni Maria Sartori sono stati riorganizzati gli spazi interni: sul lato destro la sede dell’Archivio Capitolare, sul lato sinistro gli Uffici del Provicariato per il Vicariato di Adria (ora Adria-Ariano), al piano primo l’alloggio episcopale ed al secondo tre alloggi per i Canonici.

 VESCOVADO FAI 9

Il Palazzo Vescovile di Adria sorge nel centro della città e presenta un fronte lineare scandito da tre ordini sovrapposti di finestroni rettangolari, di cui quelli al secondo ornati da mensole e gocciolatoi modanati. La facciata presenta un basamento a scarpa, sul fronte principale, interrotto ai lati e al centro dai portali di accesso, rialzati rispetto al piano stradale. La parte centrale del fronte principale presenta un balcone su mensoloni, in pietra, chiuso da balaustra con pilastrini rettangolari, alternati a colonnine a calice. Dietro al balcone si aprono i tre alti finestroni del salone nobile e al di sopra del cornicione modanato si trova lo scudo in pietra con insegne vescovili. La parte centrale della facciata è sottolineata, al di sopra della cornice di gronda, da due pinnacoli a vaso. I fronti laterali sono anch’essi scanditi da tre ordini sovrapposti di finestroni rettangolari. Sul retro del palazzo si sviluppa l’ampia corte interna.

Gli spazi interni a piano terra sono stati recentemente adibiti a Biblioteca ed Archivio Capitolare. Due ampie scalinate con gradini in marmo collegano i tre piani.

Il salone nobile, a pianta rettangolare presenta un soffitto a travi lignee a vista. Le stanze di pertinenza del vescovo e altri saloni di rappresentanza presentano soffitti piani riccamente decorati e affrescati con pavimenti alla veneziana e mattonelle di graniglie di marmo.

Solitamente non visitabile.

 

I BAMBINI DEGLI ASILI INVADONO CON IL LORO CARNEVALE IL CENTRO CITTÀ

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COORDINAMENTO SCUOLE D’INFANZIA PARITARIE DI ADRIA

I bambini degli Asili invadono con il loro Carnevale il centro città

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Il mese di febbraio è il mese dedicato al carnevale e le  tre Scuole dell’infanzia paritarie del coordinamento didattico di Adria: M. Elisa Andreoli, M. Immacolata, S. Teresa del Bambin Gesù, per tale occasione hanno pensato ad un momento di festa con i tanti bambini che frequentano le scuole stesse.

I bambini sono stati invitati a realizzare una mascherina con il colore rappresentativo di ogni scuola e partendo dalle proprie scuole, accompagnati dalle proprie maestre, alle ore 10 di venerdì 28 febbraio si sono ritrovati tutti insieme per organizzare un festoso corteo lungo Corso Vittorio Emanuele, per festeggiare il Carnevale in gioiosa compagnia e.., tanta allegria.

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La sfilata si è conclusa in buonumore con una splendida mattinata  di sole  presso la piazza antistante la Cattedrale, a suon di musica con canti e balli di gruppo, tra la gioia e serenità dei bambini, dei docenti e del personale scolastico, dei parenti e di tutti coloro che, occasionalmente presenti, sono stati coinvolti in tanta allegrezza e serenità.

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INCONTRO CON PAPA FRANCESCO (Roma – Udienza Generale del 26 febbraio 2014)

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Comitato cittadino per il dono a Papa Francesco

Parrocchia della Cattedrale – Adria

LE ESPRESSIONI DEL PAPA 1

Papa Francesco ha ammirato con stupore l’opera scultorea realizzata dall’artista Lino Gialain, che è stata presentata dal nostro Vescovo Lucio Soravito, accompagnato dall’Arciprete della Cattedrale Mons. Furini, dal Sindaco Barbuiani, dall’artista, dai membri del Comitato promotore, presieduto da Luciano Garbin con Giuseppe Mattia Mincuzzi, Mauro Garbin, Renzo Guarnieri, Francesco Spinello, e da 120 pellegrini che hanno goduto spiritualmente dall’avvenimento e dell’Udienza Generale del Papa di mercoledì 26 febbraio.

I DONI PRESENTI IN S. PIETRO

Come ha espresso Mons. Vescovo al Papa: “Santità, con quest’opera intendiamo esprimere gratitudine per quanto Lei sta facendo e vuole essere un punto di riferimento per pregare la persona del Papa e sentirci ancora di più uniti e in comunione con Lei”, l’opera ha voluto essere un segno di gratitudine e di comunione con il Santo Padre della nostra Città di Adria.

LA PARTECIPAZIONE ALLA MESSA IN S. PIETRO

Papa Francesco ha impartito la sua benedizione apostolica sull’opera completa della sua custodia, realizzata dal maestro Vittorio Manfrinato, ha scambiato la sua “papalina” con una donata appositamente da due bambini adriesi ed ha accolto con grande piacere i dolci tipici polesani e di Adria in particolare: “l’esse”, i “zaletti” e la “bissola”.

LO SCAMBIO DELLA PAPALINA

L’opera che il Papa ha desiderato che abbia a ritornare in Cattedrale, verrà posizionata nell’antica Chiesa di San Giovanni, come ha suggerito Mons. Vescovo.

UN GRUPPO CON IL VESCOVO

Sono stati momenti indimenticabili per la comitiva polesana che in Piazza San Pietro è stata vicina a Papa Francesco e ne ha ricevuto la Sua benedizione, rientrando ad Adria felice dell’esperienza vissuta a Roma.

 IL MAESTRO LINO GIALAIN CON L'OPERA FINITAUN MOMENTO DELLA CERIMONIAIL GRUPPO DEI PARTECIPANTI ALL'ARRIVI IN PIAZZA S. PIETROIL VESCOVO CON MONS. FURINI