IL PRESEPE 2015-2016 SI ISPIRA ALLA RIFLESSIONE DI DON TONINO BELLO “Andare a Betlem”

Immagine

Share via email
Share on MyspaceShare on Tumblr

C-LuigiVarieACI2015PRESEPELocandinaLocandina presepe    15

 

scarica in .pdf PRESEPE2015-10-21 Andare a Betlem

Andare a Betlem
Vorrei essere per voi uno di quei pastori veglianti sul gregge, che nella
notte del primo Natale, dopo l’apparizione degli angeli, alzò la voce e disse ai
compagni: «Andiamo fino a Betlem, e vediamo questo avvenimento che il
Signore ci ha fatto conoscere».
Andiamo fino a Betlem. Il viaggio è lungo, lo so.
Molto più lungo di quanto non sia stato per i pastori. Ai quali bastò abbassarsi
sulle orecchie avvampate dalla brace il copricapo di lana, allacciarsi alle gambe i
velli di pecora, impugnare il vincastro e scendere giù per le gole di Giudea, lungo i
sentieri odorosi di sterco e profumati di menta.
Per noi ci vuole molto più che una mezz’ora di strada. Dobbiamo attraversare venti
secoli di storia. Dobbiamo valicare il pendio di una civiltà che qualificandosi cristiana,
stenta a trovare l’antico tratturo che la congiunge alla sua ricchissima sorgente: la
capanna povera di Gesù.
Andiamo fino a Betlem. Il viaggio è faticoso, lo so.
Molto più faticoso di quanto è stato per i pastori. I quali, in fondo, non dovettero
lasciare altro che le ceneri del bivacco, le pecore ruminanti tra i dirupi dei monti, e
la sonnolenza delle nenie accordate sui rozzi flauti d’Oriente.
Noi, invece, dobbiamo abbandonare i recinti di cento sicurezze, i calcoli smaliziati
della nostra sufficienza, le lusinghe di raffinatissimi patrimoni culturali, la superbia
delle nostre conquiste… per andare a trovare che? «Un bambino avvolto in fasce,
che giace in una mangiatoia».
Andiamo fino a Betlem. Il viaggio è difficile, lo so.
Molto più difficile di quanto non sia stato per i pastori. Ai quali, perchè si
mettessero in cammino, bastarono il canto delle schiere celesti e la luce da cui
furono avvolti.
Per noi, disperatamente in cerca di pace, ma disorientati da sussurri e grida che
annunziano salvatori da tutte le parti, e costretti ad avanzare a tentoni nelle
circospezioni di infiniti egoismi, ogni passo verso Betlem sembra un salto nel buio.
Andiamo fino a Betlem. E’ un viaggio lungo, faticoso, difficile, lo so.
Ma questo, che dobbiamo compiere all’indietro, è l’unico viaggio che può farci
andare avanti sulla strada della felicità.
Quella felicità che stiamo inseguendo da una vita, e che cerchiamo di tradurre col
linguaggio dei presepi, in cui la limpidezza dei ruscelli, o il verde intenso del
muschio, o i fiocchi di neve sugli abeti sono divenuti frammenti simbolici che
imprigionano non si sa bene se le nostre nostalgie di trasparenze perdute, o i sogni
di un futuro riscattato dall’ipoteca della morte.
Andiamo fino a Betlem, come i pastori.
L’importante è muoversi. Per Gesù Cristo vale la pena lasciare tutto: ve lo assicuro.
E se, invece di un Dio glorioso, ci imbattiamo nella fragilità di un bambino, con
tutte le connotazioni della miseria, non ci venga il dubbio di aver sbagliato
percorso. Perchè, da quella notte, le fasce della debolezza e la mangiatoia della
povertà sono divenuti i simboli nuovi dell’onnipotenza di Dio. Anzi, da quel Natale, il
volto spaurito degli oppressi, le membra dei sofferenti, la solitudine degli infelici,
l’amarezza di tutti gli uomini della terra, sono divenuti il luogo dove egli continua a
vivere in clandestinità. A noi il compito di cercarlo. E saremo beati se sapremo
riconoscere il tempo della sua visita.
Mettiamoci in cammino, senza paura.
Il Natale di quest’anno ci farà trovare Gesù e, con lui, il bandolo della nostra
esistenza redenta, la festa di vivere, il gusto dell’essenziale, il sapore delle cose
semplici, la fontana della pace, la gioia del dialogo, il piacere della collaborazione,
la voglia dell’impegno storico, lo stupore della vera libertà, la tenerezza della
preghiera.
Allora, finalmente, non solo il cielo dei nostri presepi, ma anche quello della nostra
anima sarà libero dallo smog, privo di segni di morte, e illuminato di stelle.
E dal nostro cuore, non più pietrificato dalle delusioni, strariperà la speranza
† Don Tonino Bello
(1935-1993)

Festa di Natale 2015 alla Scuola d’Infanzia Maria Immacolata

Immagine

Share via email
Share on MyspaceShare on Tumblr

FB_IMG_1450680256411

L’anno scolastico che stiamo vivendo si è già arricchito di tanti momenti belli e speciali, vissuti con entusiasmo e passione da parte di tutti i bambini come la mattinata di festa dedicata ai Nonni, la festa della Castagnata ed ora non poteva mancare la Festa di Natale.

FB_IMG_1450680224913

Domenica 20 dicembre 2015 alle ore 15 e 30, con il saluto iniziale del nostro Arciprete e Presidente della Scuola mons. Mario Furini e la consegna al Gruppo del Venerdì di una pergamena da parte di don Luca Borgna per i servizi resi durante l’apertura del Giubileo in Cattedrale, si è svolta la Festa di Natale organizzata dalla Scuola dell’ Infanzia paritaria “ M. Immacolata”. Tantissime persone hanno raggiunto l’Asilo parrocchiale di via Turati per assistere alla tradizionale rappresentazione natalizia: La natura si accende di stupore, nasce Gesù in ogni cuore! Attraverso la sua protagonista Perdindirindina una rana nuova compagna di Bibo, il fenicottero del Delta ormai divenuto amico dei bambini, che dopo aver incontrato Fifo, il coniglio fifone e, aver giocato e sperimentato con l’emozione della paura, ora grazie alla rana Perdindirindina ha fatto scoprire a tutti l’emozione dello stupore.

FB_IMG_1450680176151

La rappresentazione ha avuto inizio con un girotondo di Natale che ha attirato l’attenzione della piccola rana che, non conoscendo il motivo della gioia dei bambini che fanno festa, ha chiesto a loro di spiegare cos’è il Natale, cosa si fa a Natale e, alla fine lo stupore di Perdindirindina è cresciuto sempre di più, fino a quando è arrivata davanti alla capanna ed ha visto un bimbo in una mangiatoia: il Dono d’amore di Dio per tutti gli uomini.

FB_IMG_1450680196695

All’interno del Salone trasformato per l’occasione in Teatrino dallo straordinario “Gruppo del Venerdì”, con le bellissime scenografie di maestra Patrizia, gli straordinari “effetti speciali” di Paolo, Andrea e Vanni & C., l’abile regia di maestra Laura e la collaborazione del corpo docente e ausiliario della scuola, ha reso incantevole la rappresentazione natalizia dei bravissimi piccoli attori, rendendo ancor più caldo e accogliente l’istituto scolastico nella particolare giornata atmosferica esterna. Le voci dei bambini hanno espresso tutta la gioia che il Natale porta con sé e proprio due bambini insieme alla Coordinatrice Suor Gisella hanno ringraziato, oltre al Gruppo del Venerdì, anche tutto il personale e i preziosi volontari (Aldo, Luigina, Enzo ecc.., che con la loro quasi quotidiana discreta presenza consentono un buon funzionamento dell’Asilo) della scuola offrendo a tutti un semplice omaggio tuttavia grande, perché donato con immenso amore. Erano presenti in tantissimi: genitori, nonni, zii ed ex allievi (mancava solamente Suor Ausilia) che hanno riempito festosamente ogni spazio possibile dell’Istituto Scolastico di via Turati. Felicissima ed entusiastica conclusione con l’arrivo di Babbo Natale, che ha consegnato a tutti i bambini un piccolo e significativo dono. Alla fine lo scambio augurale di un Buon Natale 2015 e un Felice Anno 2016, tra tutti i presenti.

FB_IMG_1450680207422

Con il 2016 Anno Giubilare della Misericordia, continueremo il nostro cammino di crescita umana e spirituale, tutti insieme come famiglia educante nella nostra scuola, e vogliamo augurare a tutti Bambini della nostra Comunità un sereno Natale in famiglia, con un pensiero tratto da una preghiera Natalizia di Papa Francesco:

La campana di natale sei tu quando chiami, congreghi e cerchi di unire.

FB_IMG_1450680239777

Sei anche luce di natale quando illumini con la tua vita il cammino degli altri con la bontà la pazienza l’allegria e la generosità.

Gli angeli di natale sei tu quando canti al mondo un messaggio di pace di giustizia e di amore.

Sei anche i re magi quando dai il meglio che hai senza tenere conto a chi lo dai.

La musica di natale sei tu quando conquisti l’armonia dentro di te.

Il regalo di natale sei tu quando sei un vero amico e fratello di tutti gli esseri umani …

La Direzione

Presentazione del calendario del Museo della Cattedrale di Adria

Immagine

Share via email
Share on MyspaceShare on Tumblr

CALENDARIO MUSEO CATTEDRALE

Nel corso di un cordiale incontro con i corrispondenti della Stampa locale svolto Venerdì scorso 18 dicembre presso la Canonica, è stato ufficialmente presentato il Calendario 2016 ispirato al Museo della Cattedrale. In questo periodo, ha spiegato Mons. Mario Furini, sono molti i calendari dedicati a varie ed interessanti iniziative. Quello relativo al Museo della Cattedrale tuttavia assume per noi oggi un significato tutto particolare in quanto su iniziativa del progettista Arch. Nicola Azzi, ci viene donato dalle ditte che hanno lavorato per realizzare la Struttura. Il Museo, ha precisato l’Arciprete ha attirato finora molti visitatori e siamo certi che le belle immagini riprodotte nel Calendario saranno ben apprezzate da tutti.

PARTICOLARE CALENDARIO MUSEO CATTEDRALE 2

Nel porgere un vivo ringraziamento alla Stampa per il servizio svolto Domenica scorsa in occasione dell’apertura della Porta Santa da parte del Vescovo Mons. Soravito, Mons. Furini ha invitato il Progettista a spiegare le motivazioni dell’iniziativa. L’Arch. Azzi ha rivelato che ad ogni visita da lui compiuta al Museo ha sempre trovato aspetti nuovi da valorizzare. Per questo ha pensato al Calendario per evidenziare le parti più interessanti degli oggetti esposti. Inoltre, ha precisato, il Calendario potrà costituire il primo gagget da offrire al visitatore. Il Calendario infatti sarà messo a disposizione di tutti con una offerta minima di euro 3. Il progettista Arch. Azzi ed i suoi collaboratori Arch. Volpato e Arch. Trevisan si sono detti convinti che il secondo stralcio del Museo, che si spera di poter realizzare sempre con il generoso sostegno della Fondazione Cariparo, servirà a rendere ancor più accattivante e bella la struttura utilizzando gli ampi spazi a disposizione. Prima di concludere l’incontro con la Stampa il Direttore del Museo Aldo Rondina ha accennato alle iniziative in corso tra cui la predisposizione di una Guida per i visitatori già in fase di completamento, la prossima organizzazione di una Mostra delle Pergamene restaurate appartenenti all’Archivio Capitolare illustrata con una pubblicazione in corso di stampa ed infine di una Mostra organizzata sul Natale. Questa iniziativa riprende l’idea già realizzata lo scorso anno in prossimità del S. Natale, ha precisato la dott.ssa Silvia Nonnato, Bibliotecaria Capitolare. Abbiamo già provveduto a collocare nelle teche a disposizione presso il Museo le incisioni scelte per l’esposizione ispirata al Natale. Essa presenta le stampe dall’Annunciazione fino all’Adorazione dei Magi, conservate all’interno dei volumi della nostra Biblioteca Capitolare. La Mostra organizzata dalla dott.ssa Nonnato avrà il titolo “Incisioni antiche sulla Natività” e potrà essere visitata nei giorni di apertura del Museo (mercoledì e sabato ore 10-12), alla Vigilia di Natale (ore 16.30 – 18.15 e 21.30 – 23.30) ed in altri momenti che saranno puntualmente segnalati.

PRESENTAZIONE CALENDARIO MUSEO CATTEDRALE 1

Nelle foto:

- il momento della presentazione con mons. Furini, arch. Azzi e collaboratori Trevisan e Volpato, il direttore del museo Rondina, dott. ssa Nonnato della Biblioteca Capitolare, Nicola e Francesco Doati del servizio segreteria del Museo.

- alcuni particolari del calendario.

- la brochure della mostra.        brochure mostra museo      

IL MUSEO DELLA CATTEDRALE PROMOSSO CENTRO DI CULTURA DEL DELTA

Immagine

Share via email
Share on MyspaceShare on Tumblr

IMAG1795

SETTIMANA DEI BENI CULTURALI

IL MUSEO DELLA CATTEDRALE PROMOSSO CENTRO DI CULTURA DEL DELTA

Dal giorno della sua inaugurazione avvenuta il 3 Ottobre scorso alla presenza del Presidente della Fondazione Cariparo Dott. Antonio Finotti e delle massime Autorità locali e provinciali, tra i quali l’assessore Regionale Corazzari ed il Sindaco Barbuiani, il Museo della Cattedrale ha visto aumentare sempre più il numero dei visitatori, richiamati dall’eco positivo della multimedialità e della moderna tecnica espositiva adottata dal progettista Arch. Azzi e dai suoi collaboratori. Nel frattempo, per agevolare le persone desiderose di conoscere in maniera più approfondita la storia cristiana del territorio, si è formato un gruppo di volontari disponibili ad illustrare il percorso museale tutti i giorni di mercoledì e sabato dalle ore 10 alle ore 12, attualmente previsti per l’apertura. I volontari si sono detti altresì disponibili a seguire eventuali visite guidate anche al di fuori degli orari stabiliti a seguito di prenotazione sul sito del Museo.

IMAG1778

Intanto, nel corso della Settimana dei Beni Culturali, il Museo della Cattedrale è stato al centro dell’attenzione di molte persone intervenute alle conferenze svolte nella Cattedrale di San Giovanni su temi riguardanti le origini del Cristianesimo ed i Paramenti liturgici conservati nelle parrocchie della Diocesi di Adria-Rovigo. Temi molto interessanti che hanno invitato studiosi, semplici cittadini e fedeli a percorrere con i relatori le vie della storia cristiana dell’area adriese.

IMAG1780

Prime manifestazioni del Cristianesimo nel Delta del Po

Sul tema delle origini cristiane del territorio del Delta è intervenuta la Dottoressa Simonetta Bonomi che attualmente ricopre la carica di Direttore della Soprintendenza Archeologia del Veneto. La relatrice, già Direttore della omologa Soprintendenza in Calabria e prima ancora Direttrice del Museo Nazionale di Adria, ha fornito ragguagli molto interessanti sui recenti ritrovamenti archeologici avvenuti nella Tenuta Forzello a San Basilio di Ariano Polesine. Partendo dal remoto e ponendo al centro della vasta base geografica comprendente il Delta del Po nella quale si sono affacciati gli Etruschi, la relatrice si è soffermata sull’importanza del sito ben noto agli antichi. San Basilio ha spiegato sorgeva su un ramo secondario del Po che attraversava quell’area, lo stesso ramo sul quale sorgeva anche Adria. Solo che a un certo punto Adria divenne una polis. Per cui il sito di San Basilio, rimasto alle dimensioni iniziali, rappresenta una sfida nei confronti di Adria. Alla metà del VI secolo in quel luogo si registrava una forte presenza di ceramica corinzia e frammenti di manifatture di Atene. Non solo ma come ad Adria, erano presenti frammenti di vasi a figure nere (i manufatti più antichi provenienti dalla Grecia), questi assieme a prodotti di ceramica veneta. Poi, con l’espansione etrusca in tutta l’area del Delta, sulla fine del V secolo il sito di San Basilio viene chiuso. Vari potentati dell’epoca tentarono di conquistare il Delta ma il sito di San Basilio sembra abbandonato fino all’arrivo dei Romani. Attraverso la costruzione di strade (Popillia, Annia, forse proveniente da Bologna, ed altre) si aprono nuovi accessi alla pianura Padana. Lungo la via consolare Popillia San Basilio è la Mansio Radriani, una stazione di posta che segnava l’ingresso nel territorio di Adria. Così il sito riprende consistenza attorno al complesso della Villa Romana, una villa rustica munita di impianto termale, dove giungevano merci da ogni parte del Mediterraneo orientale (in particolare dall’Egeo), vini dalla Spagna, vetri ed altro da altri luoghi. La scoperta di tutto questo fu resa possibile negli anni 2000 dagli scavi per l’acquedotto seguiti dalla Soprintendenza che già aveva avuto l’opportunità di eseguire in precedenza dei sondaggi. La scoperta di un enorme muro fece pensare in un primo momento che avrebbe potuto trattarsi di un molo d’attracco fluviale. In realtà si trattava della base di un edificio della prima età imperiale. Accanto a quel manufatto, con grande sorpresa di tutti, emerse il basamento di un battistero paleocristiano ottagonale e l’accenno di un’abside basilicale. Che nella zona fossero presenti indizi di cristianizzazione già si sapeva da quando furono scoperti alcuni oggetti di devozione segnati dalla Pax Cristiana conservati entro un tesoretto di monete di IV secolo, ma nessuno si sarebbe aspettato di trovare accanto all’enorme edificio che aveva probabilmente la funzione di magazzino di stoccaggio legato alla Mansio, un edificio di culto. Battistero, chiesa ed altri reperti potranno raccontare molto di più della storia della prima comunità cristiana in Polesine quando sarà possibile riprendere gli scavi purtroppo interrotti per mancanza di fondi.

IMAG1782

Sul luogo furono trovate due monete di VII°-VIII° secolo: una con l’effigie di Carlo Magno, l’altra proveniente dalla Siria. Ciò significa che tra Venezia e Ravenna si registravano ancora passaggi di truppe e scontri tra carolingi e arabi per la conquista di Venezia. Avviandosi alla conclusione la relatrice si è chiesta da chi dipendesse la Mansio Radriani, trovando che dipendeva da Adria. Più propriamente dal Vescovo di Adria, ricordando che il primo ad aprire la serie dei Vescovi della Diocesi di Adria fu Gallionisto o Gallinostio, che partecipò nel 649 ad un Concilio in Laterano con altri 104 Presuli. Il Vescovo allora era suffraganeo, cioè dipendeva dall’Arcivescovo di Ravenna. Si presume infatti che proprio da Ravenna, tramite la predicazione di San Apollinare sia giunto nel Delta il messaggio cristiano. Cercando infine i motivi dell’abbandono del sito di San Basilio la relatrice ritiene di poterne individuare le cause negli sconvolgimenti geologici seguiti alla caduta dell’Impero romano. Resta tuttavia ancora da scoprire, ha concluso, il ruolo di San Basilio come luogo di evangelizzazione e di battesimo.

IMAG1783

Paramenti liturgici nella diocesi di Adria-Rovigo dal XVI al XIX sec.

La conferenza sui paramenti sacri, sorta per iniziativa della Biblioteca comunale in collaborazione con la Biblioteca Capitolare e il Museo della Cattedrale ha registrato un notevole successo sia per il tema trattato che per la qualità della ricerca condotta dalla Dottoressa Lisa Tenuta che ha conseguito la Laurea in Conservazione dei Beni Culturali presso l’Università Cà Foscari di Venezia. Introdotta dal Prof. Luigi Nardi in rappresentanza del Prof, Livio Crepaldi indisposto, dopo il breve saluto dell’Arciprete Mons. Mario Furini, che ha ritenuto quanto mai opportuno l’incontro destinato a valorizzare un patrimonio nascosto che appartiene in buona parte alla nostra Cattedrale, ha avuto inizio l’attesa relazione, seguita da un pubblico attento e qualificato. Meravigliata dalla ricchezza delle trame dei tessuti incontrati nel corso della ricerca sui paramenti liturgici esistenti nelle chiese del Polesine, la relatrice ha escluso a priori che alcuni dei paramenti potessero essere usciti da qualche laboratorio locale. Tesi poi benevolmente corretta quando durante gli interventi del pubblico alcune signore presenti hanno portato la loro testimonianza di aver costruito con le loro mani presso il Laboratorio delle Madri Canossiane chiuso negli anni ’50 del secolo scorso, alcuni dei paramenti illustrati dalla relatrice. Con l’ausilio di proiezioni la Dottoressa Tenuta ha quindi affrontato il tema delle origini dei paramenti liturgici, soffermandosi sul significato dei colori, sulla tipologia delle vesti, sul loro uso risalente agli abiti civili di epoca romana. Si è poi soffermata ad illustrare alcune delle pianete conservate in Cattedrale ed appartenute ai Vescovi Giovanni Soffietti (1733-1747), Arnaldo Speroni degli Alvarotti (1766-1800), Federico Maria Molin (1807-1819), contrassegnate dai rispettivi stemmi episcopali. Ricca di dettagli infine la parte relativa ai simboli espressi sui ricami delle vesti lavorati al tombolo (pellicano, agnus Dei, tralci di vite, spighe, ecc.) e molto interessante la notizia dei tessuti civili consunti riciclati dalle suore dei conventi per ricavare nuovi paramenti sacerdotali. Un esempio di questo singolare passaggio è testimoniato in una sontuosa pianeta del sec. XVIII esposta nel Museo della Cattedrale.

(Aldo Rondina)

IMAG1787 IMAG1790IMAG1791

 

APERTURA DEL GIUBILEO IN CATTEDRALE DOMENICA 13 DICEMBRE ALLE ORE 16.00

Immagine

Share via email
Share on MyspaceShare on Tumblr

NOTIZIE SUL GIUBILEO DELLA MISERICORDIA

APERTURA DEL GIUBILEO IN CATTEDRALE

DOMENICA 13 DICEMBRE ALLE ORE 16.00

 LOGO GIUBILEO

La Grande porta della Cattedrale si aprirà e diventerà con le porte di tutte le cattedrali del mondo, una “porta santa”. L’8 dicembre papa Francesco aprirà la porta santa di San Pietro: è sarà Giubileo per tutti. Giubileo: è gioia, per Dio che perdona, che mostra la sua Misericordia. Un apposito Comitato, già operativo dal 20 di ottobre, sta operando perché tutto sia predisposto per una degna accoglienza del grande evento con i Volontari del Giubileo formato da molte associazioni parrocchiali e della Città che offriranno un servizio prezioso durante la celebrazione di apertura del Giubileo.

PORTA SANTA CATTEDRALE

Tutti i volontari si incontreranno per gli ultimi preparativi della celebrazione giovedì 10, dalle ore 19.15 alle 20.00 nella Chiesa di San Giovanni. I coristi, provenienti da diverse realtà diocesane che formeranno due cori battenti per l’animazione liturgica della celebrazione, si stanno preparando da tempo e per loro che saranno i primi ad entrare in Cattedrale è stato predisposto un parcheggio riservato nel tratto di via Alberto Mario che va dal piazzale A. Mario a via Arzeron.

FACCIATA CATTEDRALE ADRIA

L’Apertura dell’anno giubilare straordinario della Misericordia avverrà in Cattedrale, come in tutte le Cattedrali del mondo, domenica prossima 13 dicembre alle ore 16.00 con la presenza di Mons. Vescovo e di tutti i Sacerdoti della Diocesi che saranno accolti nei saloni del Palazzo Vescovile, da dove confluiranno in corteo verso la piazza antistante la Cattedrale. La Celebrazione inizierà sul Piazzale della Cattedrale alle ore 16.00 con una breve preghiera, e subito dopo il Vescovo Lucio aprirà la porta Santa, che è il segno che definisce la Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo come Chiesa Giubilare. Questa S. Messa delle ore 16.00 in Cattedrale è l’unica S. Messa celebrata nel pomeriggio in tutta la Diocesi e pertanto tutte le altre Messe Vespertine rimangono sospese. La vigilia delle celebrazioni, sabato 12 dicembre alle ore 21.00 sarà una serata speciale per la Cattedrale e per i giovani della Diocesi. Passeranno in Città i due segni della Giornata Mondiale della Gioventù: il Crocifisso di San Damiano e la Madonna di Loreto. Li riceveremo dalla Diocesi di Verona, per consegnarli poi nella serata di Domenica 13 dicembre ai giovani di Modena. Questi due segni, partiti da Roma il 29 marzo 2015, stanno attraversando tutte le Diocesi d’Italia, e saranno donati alla Chiesa di Cracovia nel luglio 2016 in occasione della GIORNATA MONDIALE DELLA GIOVENTU’ e diventa anche occasione di veglia e di attesa del giorno seguente, quando alle 16.00 la grande porta della Cattedrale diventerà la Porta Santa della Misericordia, con l’apertura del grande Giubileo.

PARCHEGGI RISERVATI PER APERTURA GIUBILEO1

Per favorire la massima partecipazione dei fedeli provenienti da tutto il territorio diocesano, sono stati predisposti parcheggi riservati nelle varie zone circostanti la Cattedrale e meglio evidenziati nella cartina allegata. All’interno della Chiesa saranno posizionati alcuni maxischermi per consentire ai partecipanti dislocati nelle navate laterali ed in San Giovanni di seguire la cerimonia, come evidenzia la pianta allegata. Sarà in funzione un presidio sanitario curato dalla Croce Verde di Adria e un consolidato servizio di Accoglienza e informativo per i fedeli. E’ stata rinnovata l’amplificazione esterna per poter seguire i canti e la funzione religiosa anche dall’esterno Cattedrale, la cui facciata risulta addobbata per far risaltare che questa è Chiesa Giubilare.

 0001