Convocata per mercoledì 20 maggio alle ore 19.15 conferenza stampa sulle attività estive

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E’ convocata per mercoledì 20 maggio alle ore 19.15 presso la Sala Notti Magiche al Piano terra del centro giovanile San Pietro una conferenza stampa per la presentazione delle iniziative per l’Estate 2015.
Nel corso della Conferenza, cui parteciperanno gli Animatori del Centro Giovanile con i loro coordinatori, i membri del Consiglio Direttivo del Centro, verranno presentati il Grest, i CampiScuola, i Campi Scout, i Tornei Sportivi ed altra iniziative culturali e formative. La conferenza sarà guidata da don Luca Borgna, Direttore del Centro Giovanile San Pietro.

Il Consiglio Direttivo del Centro Giovanile San Pietro

VENERABILE MADRE ELISA ANDREOLI: UNA SANTITA’ MATURATA NEL CONTESTO SOCIALE ADRIESE DEL PRIMO NOVECENTO

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MADRE ELISA ANDREOLI

Quest’anno si compiono gli 80 anni della nascita al cielo di Madre Elisa Andreoli (Agugliaro, 10 Luglio 1861 – Rovigo, 1 Dicembre 1935), Fondatrice della Congregazione Suore Serve di Maria Riparatrici, Società religiosa sorta in Adria dove si trova tuttora la Casa Madre nella quale sono custodite le sue spoglie mortali. Si può affermare che l’incontro di Madre Elisa con la Città è stato voluto dalla Provvidenza che ha messo in contatto a Vidor (Treviso) la Signorina Oriani con la Religiosa, responsabile all’epoca di quell’Asilo parrocchiale e di una piccola comunità di suore.

IMMAGINE MADRE ELISA ANDREOLI

Elisa Oriani, iniziatrice e Priora della sezione adriese dei Servi di Maria, manifestò alla Madre l’intenzione di mettere a disposizione la sua casa ed un piccolo orto di circa 7 ettari in cambio della realizzazione di un orfanotrofio per l’infanzia abbandonata. Le prime tre suore giunsero ad Adria il 2 Marzo 1902 e furono poi raggiunte dalla Superiora il 7 Aprile successivo. Il 31 Marzo 1903 il piccolo nucleo ottenne dal Vescovo di Adria Mons. Antonio Polin il riconoscimento canonico come Famiglia religiosa delle Mantellate Serve di Maria. Quello del Vescovo Polin fu un periodo assai proficuo per la ripresa spirituale della Diocesi. Ad Adria, in particolare, aveva già promosso iniziative importanti per l’orientamento cristiano della gioventù come l’Istituto Canossiano (1884). Preoccupato di dare sostegno ai poveri ed all’infanzia abbandonata si attivò per costruire Asili, Orfanotrofi, luoghi di educazione e ricovero, come appunto si ripromisero le Serve di Maria. Ad Adria, come del resto in tutto il Polesine, c’era tanto bisogno di aiuto materiale e spirituale.

CASA MADRE DI ADRIA

Il periodo compreso tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900 fu profondamente segnato da inevitabili conflitti sociali che poi sfociarono in duri scontri politici. Inizialmente, proprio a causa di questa conflittualità permanente, le Serve di Maria dovettero affrontare prove assai difficili come un rinvio a giudizio risolto poi favorevolmente per loro dopo alcuni anni. Non per questo però Madre Elisa pensò di abbandonare il “progetto” affidatole dalla Provvidenza. Finito l’incubo giudiziario, sotto l’impulso della Fondatrice la famiglia religiosa iniziò ad allargarsi dentro e fuori del Polesine, raggiungendo molte regioni d’Italia e l’immenso Brasile. Ad Adria, la Comunità delle Serve di Maria potè dedicarsi con maggiore impegno alla gestione dell’Asilo infantile e del doposcuola, all’insegnamento della Dottrina Cristiana in Parrocchia, così come sviluppò l’aiuto ai poveri della città e lo svolgimento di altre incombenze verso la Parrocchia della Tomba. Fin dalle origini “Carità e Preghiera” costituirono i cardini dell’intensa attività delle Suore che hanno trasmesso ad intere generazioni il carisma ricevuto dalla Fondatrice.

PREFETTURTA DI ROVIGO - ATTI DI GABINETTO 1907 Fascicolo Suore Serve di Maria - Madre Elisa Andreoli FONDATRICE

Per questo la loro Casa Madre di Via Brolo rimane ancor oggi un prezioso riferimento spirituale ed educativo per tutta la città e territorio. Nei momenti difficili della guerra e dell’alluvione le Serve di Maria furono sempre schierate con il popolo, aiutando, pregando e soffrendo con la gente che per loro nutre una speciale simpatia e le chiama familiarmente “suorète”. Molti ancora ricordano la grandiosa cerimonia della traslazione da Rovigo alla Casa Madre di Adria del corpo dell’allora Serva di Dio Madre Elisa, svoltasi il 17 Ottobre 1966. Così come sono ricordati altri avvenimenti legati alla Fondatrice delle Serve di Maria, tra cui: le celebrazioni per il 50° Anniversario della morte; la dedicazione di un tratto della ex via Brolo di Adria, dove risiedono le Suore, avvenuta con grande solennità il 2 Dicembre 1995; il Convegno di Studio in occasione del centenario della costituzione in Famiglia religiosa delle Serve di Maria, tenuto al Teatro Ferrini di Adria il 29 Marzo 2003.

PREGHIERA PER LA VENERABILE

Nel frattempo, il processo di beatificazione presso la Congregazione per le Cause dei Santi ha fatto passi notevoli e il 10 Dicembre 2010, con grande giubilo di tutti, fu accolta la notizia della promulgazione del “decreto che stabilisce le virtù eroiche della Serva di Dio Maria Elisa Andreoli”. Ora tutto questo fervore e questo legame forte con la Città ed il suo territorio sembra avere assai scarsa rilevanza. Voci sempre più insistenti parlano infatti di decisioni prese dai vertici della Congregazione per il trasferimento del corpo della Venerabile Fondatrice a Rovigo. Se corrisponde al vero, ancorché adottata in forma legittima, questa decisione suona come poca considerazione dei sentimenti di un popolo, quello di Adria, che mai come in questi anni si è rivelato bisognoso soprattutto di aiuto spirituale per poter resistere e sopravvivere alla crisi che grava da troppo tempo su tutta l’area. Per questa terra la Venerabile Maria Elisa rappresenta la speranza cristiana che proviene dalla fede. E’ pur vero che la Venerabile spirò nel Noviziato di Rovigo il 1° Dicembre 1935, ma è altrettanto vero che al Noviziato giunse il 27 Giugno di quell’anno per gravi motivi di salute, e questo non può costituire un “diritto acquisito” per riportare la Venerabile a Rovigo. Rimuovere questa Presenza da Adria proprio nel momento in cui la Chiesa si appresta a proclamarla Beata, significa togliere alla città che da oltre un secolo beneficia del suo carisma uno dei pilastri fondamentali. Si pensi piuttosto ad una collocazione più conveniente per ricevere l’attenzione dei fedeli, magari all’interno della Basilica di S.M. Assunta della Tomba che fu la “palestra spirituale” del suo apostolato. L’occasione dell’80° Anniversario della morte potrebbe essere l’occasione propizia per il trasferimento delle spoglie mortali della Venerabile in Basilica dove certamente saranno onorate come si conviene ad una Santa (Aldo Rondina).  

la Biblioteca Capitolare di Adria vi invita a visitare la Mostra

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“Tutti i giorni e tutte le notti: esposizione di materiali documentari e audiovisivi commentati da diari d’epoca sulle ultime drammatiche fasi della Seconda Guerra Mondiale in Polesine”. Allestita principalmente all’aperto nel giardino della Casa delle Associazioni e del Volontariato in Via Dante (vicino all’Ist. Ragioneria) Adria (RO) è visitabile fino a Venerdì 15 Maggio e l’ Ingresso è libero e gratuito nei seguenti orari:

MARTEDì dalle  16 alle 18
GIOVEDì   dalle  16 alle 18
SABATO    dalle  16 alle 18
(Venerdì 15 Maggio ultimo giorno dalle  16 alle 18)

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Le scuole invece possono prenotare le visite il mattino chiamando al numero 3339384433, l’iniziativa è stata realizzata dalla Biblioteca Capitolare di Adria in collaborazione con l’Amministrazione Comunale  e con il sostegno delle Associazioni Adria Nostra, Bella Ciao, Croce Verde e Vecchie Glorie.

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“Sono passati 70 anni dal 25 Aprile 1945, data in cui si celebra la Liberazione dell’Italia dal Nazifascismo. Per noi Adriesi la Liberazione avvenne il 26 Aprile e anche se in pochi ricordano concretamente quel giorno per averlo vissuto in prima persona, nessuno dimentica il tragico incontro con la violenza della persecuzione del razzismo e del fascismo fino agli anni drammatici della Seconda Guerra Mondiale, quelli della deportazione nei lager di tante persone innocenti.

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Dobbiamo ringraziare lo storico adriese Aldo Rondina che ricercando tra gli archivi italiani e stranieri è riuscito a recuperare testimonianze e documenti preziosi che illustrano la fase conclusiva del periodo bellico vissuta con grande trepidazione dalla popolazione del Polesine. Tra questi i “Diari” le “Cronache”, tenute per antica usanza presso due importanti comunità religiose: l’Istituto delle Suore Canossiane, presenti da più di un secolo ad Adria ed il Convento dei Padri Cappuccini, a cui era affidata la Parrocchia della Tomba e i rapporti giornalieri redatti dal Comandante Clemente Primieri del Gruppo di Combattimento ‘Cremona’, unità dell’Esercito Italiano che a fianco degli Alleati e dei Partigiani avanzò superando il Po con mezzi di fortuna e liberò Adria arrivando fino a Venezia. A questi tre straordinari documenti si aggiungono i dati trovati nei registri della Croce Verde di Adria in merito ai soccorsi, da questa prestati, alla popolazione durante il conflitto.

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Attraverso i diari si è voluto seguire un racconto fatto giorno per giorno,  perchè a differenza delle interviste che vengono rilasciate quando i fatti sono già storia, queste pagine ci fanno vivere la paura, l’angoscia del minuto x minuto e sembra quasi di sentire le bombe che cadono, il dolore per le vittime, ma anche la gioia di essere vivi.
Si è cercato nella cura, di far vedere i luoghi riportati e citati nei diari in modo da capire il teatro della guerra. Fatti, dati, che mostrano il volto della guerra e affondano lo sguardo nello spaccato di Adria di quei giorni. L’idea portante di questa esposizione è stata quella di “riscoprire” un luogo che ha vissuto queste drammatiche esperienze. Infatti, proprio dove si trova la mostra, in quello che era l’orto, a pochi metri dalle cucine dell’Istituto delle Suore Canossiane, sono cadute alcune bombe.

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Il luogo è vivo, anche i luoghi dunque vivono esperienze e portano un ricordo a noi.
Diventa quasi un pellegrinaggio ritornare qui, in quello che è un ‘Luogo della Memoria’ perché il tempo non cancelli il ricordo. Questa mostra diventa quindi un omaggio a tutti coloro che hanno combattuto contro la dittatura per la libertà e la democrazia”.
La curatrice della mostra
Silvia Nonnato

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XXIII Incontro Corale Mariano

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Ha avuto luogo sabato 2 maggio, in Cattedrale, la XXIII edizione del tradizionale Incontro Corale Mariano, con il patrocinio della Città di Adria e della Regione Veneto e la partecipazione del coro tedesco Bischof Manfred Müller Schule di Regensburg (Ratisbona), col quale il Coro Polifonico della Cattedrale ha siglato uno speciale “patto di gemellaggio”.

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Nel fare gli onori di casa, il Coro della Cattedrale, diretto da Antonella Cassetta, con la collaborazione organistica di Graziano Nicolasi e di Danilo Lo Presti al violino, ha aperto la serata presentando con la consueta preparazione e capacità interpretativa Ave Maria, Donna della Fede, del compositore spagnolo Francisco Josè Carbonell Matarredona, brano vincitore della 1^ edizione del Concorso Internazionale di Composizione di Musica Liturgica “Luigi Pieressa”.

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Si sono poi succeduti i brani Cristo, i Passi miei tu reggi, di J.S. Bach (dall’Oratoriodi Natale), Agnus Dei di F.J. Haydn, Alleluia, Amen di G.F. Haendel (dall’Oratorio Giuda Maccabeo).

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Il soprano Simonetta Casellato, unendosi al Coro della Cattedrale, ha poi proposto con grande espressività Laudate Dominum di W.A. Mozart (dai Vespri Solenni) e Magnificat di M. Frisina. Raccogliendo i calorosi applausi del folto pubblico presente, il Coro si è quindi cimentato con generi musicali decisamente non facenti parte del suo ricchissimo repertorio liturgico: lo spiritual nero Noboby knows e il canto tradizionale irlandese Amazing Grace; la prima parte della serata si è infine conclusa con il brano Panis angelicus di C. Franck, con l’intervento del tenore tedesco Markus Becker.

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E’ stata quindi la volta del Coro Bischof Manfred Müller Schule, diretto da Albrecht Wieler, che ha simpaticamente aperto con lo jodler Wir grüßen mit Gesang (“Vi salutiamo con il canto”) di L. Maierhofer, per poi proseguire con Peace canon di J. Pachelbel, Sonata in Fa maggiore per flauto e basso continuo e Gavotta in sol maggiore di G.F. Haendel, nella trascrizione per coro a cappella, Song of joy di R. Grössler, In caelum fero di K. Jenkins e Singa Yesu, gospel della tradizione ugandese, in tutti i brani dando prova di bella amalgama e grande vitalità espressiva.

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Dopo il tradizionale scambio di omaggi, proprio per rendere visibile il senso di amicizia che da sempre anima e caratterizza l’Incontro Corale Mariano, i cori, insieme, cantando in italiano e in tedesco, hanno significativamente voluto concludere con due brani fondati su una medesima invocazione: Resta con noi, Signore, perchè scende ormai la sera: Bleibe bei uns, o Herr (“Resta con noi, o Signore”) di L. Maierhofer e Resta con noidi J.S. Bach, corale finale della Cantata n. 147.

Mons. Mario Furini, Arciprete della Cattedrale, nel ringraziare tutti gli organizzatori e gli esecutori per la magnifica serata, ha voluto proprio sottolineare la gioiosa impronta pasquale del concerto, sottolineato da grandi applausi del pubblico, dicendosi certo che l’IncontroCorale Mariano è sicuramente modo privilegiato per iniziare questo nuovo mese di maggio.

Durante la serata è stato anche ufficialmente bandito il 2° Concorso Internazionale di Composizione di Musica Liturgica, intitolato al M° Mons. Luigi Pieressa, per oltre 40 anni organista e maestro di cappella della Cattedrale, avente ad oggetto una composizione per coro e organo, con coinvolgimento obbligato dell’assemblea, su un testo tratto da un inno mariano di Padre David Maria Turoldo (nel riquadro un estratto del bando di concorso).

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