Dal Presepe artistico della Chiesa di San Andrea Ap. MESSAGGIO CRISTIANO PER IL RILANCIO TURISTICO DI ADRIA

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Finalmente, dopo tante polemiche, dalla Casa di Riposo cittadina, (Centro Servizi Anziani), esce un messaggio di speranza e di pace per il territorio, intessuto di storia e cultura. Più precisamente, si tratta del Presepe costruito nella Chiesa dell’Adorazione perpetua annessa all’ex Convento dei padri di San Gerolamo da Fiesole (soppresso dalla Repubblica Veneta nel XVII sec.). L’intero complesso edilizio fu donato alla città il 6 maggio 1847 dalla nob. Laura Renovati perché fosse realizzata “una Casa di Ricovero da erigersi in Adria a beneficio di queste misere popolazioni”. Da alcuni anni ormai è tradizione che la piccola chiesa dedicata a San Andrea ospiti un Presepe improntato alle fonti evangeliche, in grado però di attualizzare la Natività in un contesto storico particolare. Tutto si svolge sotto lo sguardo vigile e discreto del Rettore mons. Francesco Dal Passo il quale affida ai coniugi Luca Mancin e Giuliana Beltramini l’ideazione e la realizzazione dell’intera struttura, compresa la confezione manuale delle statue, dei vestiti e degli accessori. “Quest’anno – si legge nel foglio illustrativo – il paesaggio della Natività è inserito nel tessuto ambientale della nostra città di Adria, immaginata al tempo della nascita di Gesù”. Lo stesso foglio avverte che il presepe si suddivide in tre parti. La prima, più elevata, invita il visitatore ad alzare lo sguardo al cielo per venerare la Sacra Famiglia attorniata da angeli adoranti, tutti compresi entro il nucleo di una luminosissima stella cometa. Appena sotto la stella tre messaggeri celesti reggono le chiese più antiche della città: la Basilica di Santa Maria Assunta che fu la prima Cattedrale, la Cattedrale dei SS. Pietro e Paolo e l’Oratorio di San Andrea Ap.. Il Bambino Gesù con le braccia aperte benedice la città e le chiese. L’ambiente deltizio è suggestivamente evidenziato dai tipici canali, canneti, terre emerse e dallo sfondo marino. Ancor più interessante appare la libera interpretazione storica della “romanità” adriese. Nel porto è alla fonda una accuratissima riproduzione di nave oneraria munita di vele, sopra la quale montano la guardia tre legionari presi dallo stesso “stupore dei pastori di Betlemme” quando furono guidati alla grotta dalla stella. In una composizione così dettagliata non poteva mancare un accenno all’urbanistica adriese dell’epoca, fatta di monumenti importanti (teatro, tempio, terme, foro) racchiusi entro possenti mura. Per cui lo “scorcio di vita cittadina” riprodotto nel presepe potrebbe essere interpretato come un aspetto di quel foro commerciale distrutto nell’anno 2000, durante lo scavo delle fondamenta di un anonimo edificio in via Chieppara. Con il porto, i bravi realizzatori hanno voluto porre in evidenza ancora altri elementi legati al mare, tra cui il faro, il miliare terminale della via Popillia (132 a.C.) ed alcuni frammenti di ceramica attica, segno dell’antichità di questi luoghi. Un presepe dunque carico di simboli che, accanto alla riscoperta del vero significato del Natale (Cristo si è fatto carne per salvare gli uomini dal peccato), attraverso la storia, ci induce a considerare concreta la venuta del Figlio di Dio sulla terra.

Aldo Rondina

UN RICORDO DI MONSIGNOR DALLA VILLA: ARCIPRETE E CITTADINO ESEMPLARE ERA NATO A CASTELGUGLIELMO IL 15 GENNAIO 1919

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mons. lino dalla villa 1968-1999

Il 28 luglio 2008 mons. Lino Dalla Villa Protonotario Apostolico e Arciprete Emerito della Cattedrale è tornato alla Casa del Padre. Dopo aver esercitato il Ministero come Vicario parrocchiale a Ceregnano e al Duomo di Rovigo, aveva avuto l’incarico di fondare la nuova parrocchia della Commenda, per la quale aveva profuso tante energie per la costruzione della Chiesa dedicata alla Madonna Pellegrina. Nel 1968 ebbe l’incarico di Arciprete della Cattedrale, dove ha profuso tutta la sua sapienza pastorale preoccupandosi anche del restauro della Cattedrale e delle Opere parrocchiali. Anche a livello diocesano ebbe incarichi di grande responsabilità come Vicario Generale e Amministratore Diocesano dopo il trasferimento a Trento di S.E. mons. Giovanni Maria Sartori. Nel 1999 ha lasciato l’incarico di Arciprete della Cattedrale, desiderando rimanere – venendo incontro al desiderio di tutti (clero e città) – residente ad Adria dove si è dedicato al servizio liturgico e alla Chiesa di San Nicola di cui era Rettore. Gli ultimi anni sono stati vissuti con grande serenità e fiducia godendo la stima e l’affetto non solo dei parrocchiani ma anche della città intera. La scomparsa di mons. Lino Dalla Villa aveva lasciato un grande vuoto in tutta la Comunità Adriese e nella più vasta Comunità diocesana che lo ha visto impegnato in delicati incarichi di Curia. Quarant’anni di presenza in città, di cui 31 come Arciprete della Cattedrale, non sono passati invano. La fermezza del suo carattere non fu inizialmente colta con la dovuta comprensione e provocò qualche amarezza. Con il trascorrere del suo Ministero tutti ebbero ben presto modo di conoscere ed apprezzare la sua ricchezza di fede espressa sempre con grande dignità e coerenza. Ligio nell’applicazione della Liturgia, rispettoso nell’approccio con la gente, distinto nel suo abito talare, generoso nel sostegno di chiunque si rivolgeva a lui per richiedere un lavoro o per avere qualche aiuto materiale. Questi sono solo alcuni aspetti del suo lungo ministero iniziato proprio ad Adria, con la ordinazione sacerdotale avvenuta il 24 Aprile 1943 presso l’Istituto Canossiano, nel pieno del secondo conflitto mondiale. Il suo atteggiamento di sacerdote esemplare, la sua parola vibrante, il suo impegno costante per la ripresa spirituale della Parrocchia specialmente attraverso la formazione dei giovani, la sua instancabile attività per la conservazione degli edifici sacri ed il recupero delle opere d’arte di pertinenza della Cattedrale, hanno contribuito notevolmente a far crescere verso di lui la stima di tutti. E’ sempre stato strenuo difensore delle prerogative della città episcopale che affondano le loro radici nella storia. Negli anni del suo ministero non ha mai trascurato di battersi al fianco delle Autorità per la soluzione delle problematiche legate alla crisi economica che ha coinvolto l’intera area adriese. Per circa un quarantennio dunque, gli Adriesi hanno avuto al loro fianco non solo un padre spirituale, ma anche un patrocinatore di tutte le iniziative intraprese per lo sviluppo della città. Le motivazioni contenute nella targa consegnata il 3 maggio scorso dal Sindaco di Adria Antonio Lodo e da lui ispirate, sintetizzano in poche righe i sentimenti nutriti dagli Adriesi nei confronti del Sacerdote don Lino.

 

FESTA DELL’EPIFANIA: IMMISSIONE DI DUE NUOVI CANONICI IL CAPITOLO DELLA CATTEDRALE SI RINNOVA

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Festa dell’Epifania: immissione di due nuovi Canonici

IL CAPITOLO DELLA CATTEDRALE SI RINNOVA

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Uno dei privilegi più antichi della Cattedrale di Adria è costituito dalla presenza del Capitolo. Considerato il “Senato del Vescovo diocesano” fino al Concilio Vaticano II, ora questo collegio mantiene la primitiva peculiarità di promuovere e divulgare la pratica della preghiera quotidiana. Ai membri del Capitolo, di nomina vescovile tuttavia, vengono assegnati gli uffici particolari necessari per il buon governo della chiesa-madre della diocesi. Tra essi elenchiamo l’ufficio di Arciprete (1^ dignità), l’Arcidiacono (2^ dignità), il Penitenziere, il Teologo, l’Archivista, il Sindaco, il Segretario, il Puntatore, i Cappellani corali. Dopo la recente scomparsa dell’indimenticabile Mons. Mario Furini, con squisita sensibilità pastorale nei confronti della Parrocchia dei Santi Pietro e Paolo rimasta orfana del Padre, il Vescovo Mons. Pierantonio ha inviato ad Adria Mons. Antonio Donà, privando il Seminario diocesano della sua guida preziosa. Sostenuto dalla grande esperienza pastorale, dal suo carattere mite e da un livello culturale notevole, Mons. Donà (che risulta essere il 55° nell’ordine cronologico degli arcipreti della Cattedrale) è subito entrato nel cuore degli adriesi che lo sentono padre, fratello e guida spirituale.

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Nel veloce passaggio di consegne, per il nuovo Arciprete della cattedrale era necessaria tuttavia l’investitura canonicale come previsto in materia dal diritto ecclesiastico. Per completare quindi il percorso iniziato l’8 dicembre scorso con la nomina arcipretale comunicata dal Vescovo all’Assemblea dei fedeli, riunita nella S. Messa parrocchiale delle 9,15, S.E. Mons. Pierantonio ha fissato la cerimonia di investitura per il 6 gennaio prossimo, festa dell’Epifania. Nello stesso giorno inoltre, sarà investito come canonico effettivo del Capitolo cattedrale con l’incarico di Penitenziere, mons. Antonio Boccardo, proveniente dalla Parrocchia della Commenda di Rovigo. Con queste nuove investiture il Capitolo sarà composto da otto canonici effettivi (Monsignori Donà, Boccardo, Dall’Occo, Gatti, De Stefani, Dal Passo, Polo, Bernardinello) e undici onorari.0.

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Il Capitolo della Cattedrale di Adria

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Cenni storici

Il Capitolo della cattedrale di Adria appare per la prima volta in una controversia insorta nel 1203 con il vescovo di Ravenna Pietro IV, accusato di simonia. E’ presumibile tuttavia che la sua istituzione possa essere anticipata almeno al secolo VII, quando la chiesa di Adria entra nel novero delle diocesi ufficialmente costituite (649). L’ipotesi ormai consolidata della presenza, almeno fino al secolo IX,  della prima cattedrale adriese nel luogo denominato “Tomba” (dove sorge la basilica dedicata a Santa Maria Assunta), verrebbe a convalidare la maggiore anzianità storica del suddetto Capitolo. In antico, infatti, per accedere a quel luogo, era necessario percorrere una strada denominata “Canonica” (individuata nell’attuale via Cavallotti). Questi indizi, supportati anche da altre osservazioni come la presenza di un luogo denominato “clausura episcopi” sempre nei dintorni dell’antica Basilica, hanno offerto l’opportuna ad alcuni storici, compreso F. G. Bocchi, di considerare la presenza di un Capitolo metropolitano come del resto avveniva nella vicina Ferrara. Alcune importanti annotazioni riferiscono che nel 1278 il Capitolo, con approvazione di Papa Nicolò III elesse il Vescovo Pellegrino I; nel 1280 elesse Vescovo il monaco camaldolese Ottolino (1280-84) con l’approvazione del metropolita di Ravenna Bonifazio, essendo vacante la sede apostolica romana; quasi un secolo dopo, nel 1318, su probabile pressione della signoria Carrarese, elesse Vescovo Salione Buzzacarini (1318-1327), canonico della cattedrale di Padova. Nel corso dei secoli il Capitolo di Adria ebbe modo di distinguersi per l’autorità dei suoi canonici che hanno ricoperto importanti incarichi pastorali nella Chiesa. Ricordiamo tra gli altri: Francesco Soderini, canonico e Arciprete della cattedrale nel 1504, eletto vescovo di Volterra e cardinale di Santa Romana Chiesa. Gio. Domenico de’ Cuppis, canonico e arciprete della cattedrale nel 1512, nominato arcivescovo di Trani da papa Leone X e poi cardinale nel 1517. Il nobile veneto Gio. Battista Bragadin eletto nel 1524 vescovo di Adria. Marco Malipiero arciprete della cattedrale e canonico, nominato vescovo di Curzola nel 1549.  Bernardino Surian (Suriani) nominato vescovo di Corfù nel 1571; Pietro Colli (1867-1868) ed Emanuele Kaubek (1871-1877) entrambi canonici e Rettori del Ginnasio vescovile di Adria. L’antichità del Capitolo di Adria è dimostrata da varie costituzioni e Statuti sempre confermati dai vescovi diocesani e  riconosciuti dalla Santa Sede. Rimaste efficienti fino all’avvento del nuovo codice di diritto canonico (1983), le norme che regolano attualmente la vita del Capitolo furono approvate “ad experimentum” dal vescovo Mons. Martino Gomiero (1988-2000), il 10 settembre 1989.

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Fin dalle origini il Capitolo della cattedrale di Adria ha scelto per emblema “un tondo orlato nel quale campeggia l’agnello con il vessillo pasquale”. Per i meriti acquisiti al Capitolo spetta il titolo di “Amplissimo” mentre ai canonici spetta il titolo di “Monsignore” conferito da papa Pio X nel 1908. Secondo quanto stabilito dalla Sacra Congregazione per il Clero il 12 ottobre 1987, come segno di particolare distinzione durante le celebrazioni corali in Cattedrale o altrove e nelle occasioni di rappresentanza capitolare, i canonici indossano sulla veste talare, la cotta liturgica e la mozzetta violacea. In precedenza, un decreto 10 marzo 1781 del Senato veneto, dava privilegio ai canonici di Adria di portare “la croce pettorale d’oro con funicolo d’oro, la veste prelatizia in rosso con bottoni ed occhielli rossi e pellegrino, pure filettata in rosso, calze e pettorale paonazzi, funicolo e fiocchi rossi al cappello; la mozzetta nei giorni feriali e la cappa-magna rivoltata sulla spalla sinistra nelle festività; l’uso del lavabo con brocca e bacile nelle sante Messe solenni. Durante la celebrazione dei pontificali indossavano la tunicella o pianeta oppure il piviale. Altri segni di distinzione erano l’anello d’oro con pietra preziosa e la fascia viola”. Tutto questo faceva parte, ovviamente, di sovrastrutture mondane formatesi attraverso il tempo, abbandonate nel 1983 con l’entrata in vigore del nuovo codice di diritto canonico, improntato allo spirito del Concilio. Sotto questo profilo il Capitolo, la cui erezione, modifica o soppressione rimangono di competenza della Sede Apostolica, ha recuperato il motivo principale della sua presenza nella cattedrale, strettamente legata alla promozione e divulgazione della preghiera comunitaria quotidiana e della celebrazione liturgica.

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Donà: cognome ricorrente tra i Canonici della Cattedrale

Per dovere di cronaca segnaliamo che l’Arciprete Mons. Antonio Donà, che verrà immesso nel collegio dei canonici il 6 gennaio prossimo assumendo quindi l’incarico di Presidente e Prima dignità del Capitolo, è il quarto canonico della cattedrale che porta questo cognome. Lo si apprende dal volumetto di Mons. Bartolomeo – Francesco Donà, stampato nel 1820 dalla Tipografia Fracasso di Venezia, dal titolo emblematico “Serie istorico-cronologica dei Canonici della cattedrale di Adria”. Il primo citato è un “DONATO” Arciprete di Adria, anno 1017. Secondo il compilatore è il medesimo Donato che firma il documento di pace con Venezia immediatamente dopo il vescovo Pietro I, il 7 giugno 1017. Il secondo citato nell’elenco è DE DONATI SANTE, canonico citato in un catastico del 1590 conservato presso l’archivio Capitolare. Deceduto il 2 settembre 1617. Il terzo dello stesso cognome è proprio BARTOLOMEO-FRANCESCO DONA’, compilatore del libretto, divenuto canonico nel 1806. Infine, il quarto canonico dello stesso cognome è Mons. ANTONIO DONA’ che sarà investito il 6 gennaio 2017, il quale però, essendo stato Arciprete della Concattedrale di Rovigo nel 1985, conserverà il titolo di canonico onorario presso la Collegiata di S. Stefano.

Aldo Rondina

 

 

 

 

 

 

 

 

NUOVI CANONICI NELLA CHIESA MADRE DELLA DIOCESI

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MONS. ANTONIO DONÀ

DON ANTONIO DONA'

 

Don Antonio Donà, figlio di Mario e di Aldrago Alda è nato a Cartura nella padovana, il 26 gennaio 1946, ma ha vissuto la sua fanciullezza a San Martino di Venezze. La sua è una famiglia ove con il latte materno si assume anche la fede. In parrocchia don Antonio ha trovato una serie di santi sacerdoti – don Antonio, don Mario – e una nidiata  di ragazzi che erano incamminati al sacerdozio e dalla vita religiosa.

 

Nel Seminatio diocesano

Nel Seminario diocesano, prima in via Sichirollo e poi in via Tre Martiri, percorre il cammino di studio e di formazione per divenire sacerdote preparato e disponibile al servizio del popolo di Dio. In quell’Istituto trova un manipolo di educatori invidiabile. In San Francesco a Rovigo, assieme a Don Rodolfo Ravara, Don Gino Tosi, don Antonio Mazzetto, don Adriano Galvan e Don Edgardo Stellin, per la preghiera e l’imposizione delle mani del Vescovo Giovanni Mocellini, il 27 giugno 1970, diventava prete. Fu festa grande a San Martino per la sua prima Messa Solenne.

 

Il servizio pastorale

Dopo qualche tempo trascorso in paese, ebbe la prima “obbedienza: Cappellano a San Biagio di Lendinara. Era il 15 settembre 1970! Il 1° ottobre del 1971 veniva mandato in seminario con il compito di animatore. Il 15 aprile del 1974 spiccava il volo per il Brasile, prima a Urundi e poi a Caculè. Quelli del Brasile furono sette anni splendidi. Il suo cuore e la sua mente si aprivano a nuovi orizzonti pastorali.

 

Di nuovo a “casa”

Nell’agosto 1981 ritornava in Diocesi e frequentava a Roma l’Istituto Giovanni Paolo II° presso la Pontificia Università lateranense per studi su “Matrimonio e Famiglia”, per conseguirne la licenza. Il 1 settembre 1983 veniva  nominato parroco di Grignano. Due anni dopo, il 25 luglio 1985 gli veniva affidata la Commissione diocesana per la Pastorale della Famiglia. Il 1 settembre 1985 era nominato arciprete della Concattedrale e canonico della Collegiata di S. Stefano. Infine il Vescovo lo chiamava di nuovo al Seminario come Rettore. Incarico che si è concluso con la nomina a successore di Mons. Mario Furini in Cattedrale ad Adria  Arciprete e Prima Autorità del capitolo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

MONS. ANTONIO BOCCARDO

DON ANTONIO BOCCARDO

 

Mons. Antonio Boccardo figlio di Agostino e di Mazzucato Maria  è nato a San martino di Venezze il 18 novembre del 1938 e nel paese ha trascorso la fanciullezza prima di entrare nel Seminario diocesano. In famiglia  ricevette i primi insegnamenti della Fede. In parrocchia don Antonio ha trovato una serie  di sacerdoti santi! Baserà ricordare l’arciprete don Antonio Magosso e don Mario tra i cappellani. Con don Antonio vi fu anche una covata di ragazzi che si preparavano a  diventare preti.

Nel nostro Seminario

Nel nostro Seminario percorse il cammino di formazione e di studio per diventare prete! Nel Seminario trovava un gruppo di educatori invidiabile e una squadra di amici eccezionale. Così venne ordinato prete al Paese tra una festa grande il 29 giugno 1963.

 

Al servizio del Popolo di Dio

Porta la data del 31 luglio 1963 la sua prima obbedienza: cappellano nella parrocchia della Madonna Pellegrina, ove il parroco era don Lino dalla Villa. Il 7 ottobre 1969 veniva trasferito con lo stesso incarico a Castelmassa!

 

Parroco  a …

L’8 novembre 1969 approdava a Baricetta come vicario sostituto e il 1° gennaio 1971 ne diveniva parroco. Il 1° ottobre del 1976 vi rinuncia e diviene Padre Spirituale nel Seminario diocesano. Quattro anni dopo il 1° ottobre 1980, ritorna in parrocchia a Bressane e il 1° agosto 1985 viene promosso parroco a Villadose. Dal  1 gennaio 1988 ha retto la Comunità del Cuore Immacolato di Maria e S. Ilario in Commenda a Rovigo.

 

In “Commenda”

Per 28 anni ha animato  e servito la parrocchia che è stata una fucina di iniziative e di impegni nella formazione e nell’animazione della vita parrocchiale. Ciascuno ha potuto conoscere l’impegno profuso da mons. Boccardo e lo ha espresso con tanti segni di meritati elogi. Ha qui avviato la cooperazione con  l’ospitalità a  sacerdoti di varie nazionalità ed ha proseguito l’azione pastorale con i Salesiani.

 

SCUOLA MATERNA IMMACOLATA – BANCARELLA DI NATALE 2016

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Domenica 4 dicembre nel piazzale antistante la Chiesa Cattedrale era presente, come è ormai di tradizione, la BANCARELLA DI NATALE organizzata dal Gruppo Mamme del Venerdì, della Scuola Materna Maria Immacolata di Adria.

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Erano esposti, per una vendita di beneficenza, i lavoretti artigianali d’indubbio pregio, realizzati dalle abili mani di questo gruppo di mamme che da molti anni si prodigano per aiutare i bambini del nostro Asilo. I lavori pazientemente e laboriosamente realizzati, hanno conseguito un notevole successo tanto da essere completamente esauriti nel giro della mattinata. I fondi così raccolti, oltre che per l’albero in Cattedrale, serviranno per le necessità proprie della scuola materna Maria Immacolata.

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Coordinamento generale dell’onnipresente “Gruppo del Venerdì”, che ha provveduto ad organizzare ogni cosa con puntualità e spirito di servizio, perché tutto fosse al suo posto e ben presentato.

Domenica 18 dicembre, con inizio alle ore 15,30, la Scuola Materna Maria Immacolata di Adria, di via Turati vivrà un’altra storica giornata di festa per i bambini che la frequentano. La terza manifestazione in calendario per l’anno scolastico in corso: la Festa di Natale! Le prove della recita natalizia sono ad un punto cruciale, e da indiscrezioni della regia (le maestre ndr), il successo è assicurato! Posti … esauriti già da molto tempo. Chi non riuscirà ad entrare per vedere ed applaudire i piccoli attori in erba, potrà eventualmente leggere la recensione, dai quotidiani e tra le pagine del sito parrocchiale: www.cattedraleadria.it.

A proposito di giornale, è in corso di pubblicazione anche il numero natalizio di “Noi bambini”, curato da Suor Gisella e Vanni Bellettato, che illustra l’attività della scuola e tutte le altre interessanti iniziative: l’attività motoria, il mini corso di inglese, la musica e il canto, l’approccio all’arte.

Un grandissimo grazie di cuore alle “Signore del Venerdì”, viene espresso dal nuovo Arciprete della Cattedrale e Presidente della Scuola d’Infanzia mons. Antonio Donà.

 

 

 

 

 

 

 

 

“ARIA DI NATALE” 2016 FESTA DI NATALE ALLA SCUOLA D’INFANZIA MARIA IMMACOLATA

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Diversi sono stati i momenti della nostra Scuola d’Infanzia in preparazione al Natale. Giovedì 15 dicembre, presso la scuola d’infanzia si è tenuto un laboratorio creativo eseguito da genitori, nonni, bambini della nostra sezione Primavera per festeggiare il Natale, con la Coordinatrice didattica Suor Gisella e le Docenti della Sezione. Dopo l’intrattenimento canoro è iniziata l’opera degli improvvisati artisti: palline, angioletti, babbi natali, pupazzi di neve, che sono serviti per addobbare l’albero di Natale. Finalmente i bambini sono risultati pronti per diventare i protagonisti della festa salendo sul palco; hanno recitato la poesia e cantato la canzone “Girotondo di Natale” nella gioia e commozione di tutti i presenti. Non poteva mancare il bis concesso dai piccoli attori in erba alla numerosa platea … e giù con gli applausi!!! Un momento conviviale a base di pandoro e cioccolata calda ha concluso il momento di festa  trascorso insieme.

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Domenica 18 dicembre sono stati i bambini della scuola d’infanzia ad essere protagonisti della recita natalizia “ La stella cometa lieta e gioiosa brilla  nel cielo luminosa”. Già da giorni i bimbi e le loro insegnanti si sono preparati a vivere l’attesa del Natale. Suor Gisella ha invitato Mons. Antonio Donà, nuovo Arciprete e Presidente della Scuola a dare il saluto di benvenuto ai genitori prima della recita. Era presente anche don Luca. Il senso della festa di Natale non è tanto quello di proporre una grande recita ma piuttosto un modo gioioso e simpatico per augurare Buone Feste attraverso gesti, parole, voci e sorrisi, … quelli meravigliosi dei bambini!!  Momenti di rappresentazione che intendono essere l’augurio di bambini e insegnanti per un Natale pieno di serenità, cordialità, gioia e pace per tutti. Le simpatiche danze messe in scena e i meravigliosi canti intonati dalle dolci voci dei bambini hanno proposto una creativa manifestazione, in chiave ludica e festosa, del profondo significato attribuito alla nascita di Gesù, come dono d’amore e di pace per il mondo.

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La  festa si è conclusa con l’arrivo di Babbo Natale, che ha dato allegria a tutti i bambini ed ha consegnato ad ognuno un piccolo e significativo dono.

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A concludere lo scambio di auguri e le congratulazioni da parte dei numerosi genitori e parenti che come sempre dimostrano di apprezzare in modo particolare queste esperienze di scambio scuola – famiglia.

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Un grazie di cuore a tutti, ai Bambini, ai Genitori, alle Docenti: Patrizia, Laura M. e Laura R., Sabina e  al Personale ausiliario: Monica e Monica,  ai rappresentanti del Comitato di Gestione e di Sezione, ai tanti altri collaboratori Volontari capeggiati da nonno Enzo (vera istituzione scolastica che da tanti anni, aiuta e prepara il bellissimo presepe, le scenografie ecc..) e soprattutto al formidabile Gruppo del Venerdì presente e disponibile per rendere preziosa e significativa la grande opera educativa della nostra Scuola d’Infanzia.

E’ stata  una festa di famiglie unite, per festeggiare insieme il Natale di Gesù!

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