Domenica 13 Novembre chiusura Anno Santo

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DOMENICA 13 NOVEMBRE 2016

 PORTA SANTA DELLA MISERICORDIA

Tutto è pronto per il grande evento della celebrazione diocesana di chiusura  solenne dell’Anno Santo straordinario, prevista per domenica 13 novembre a partire dalle ore 16,00 nella Chiesa Cattedrale di Adria.

Il gruppo di lavoro formato dal Gruppo del Venerdì, dalla Croce Verde, dai Vigili Urbani, dall’UNITALSI, dagli Scout di Adria, dal Gruppo dell’Accoglienza della Cattedrale, dal Coro Polifonico della Cattedrale, dagli operai e tecnici del Magazzino comunale, dai Lagunari di Adria e dai Sacerdoti e dai tanti collaboratori della Cattedrale e Associazioni cittadine, ha predisposto ogni cosa per accogliere nel migliore dei modi i fedeli che arriveranno da tutta la Diocesi.

planimetria parcheggi

Il Comitato organizzativo ha studiato ogni particolare sia all’interno della Chiesa sia all’esterno con centinaia di parcheggi a disposizione ed un ottimo servizio di accoglienza da parte dei vigili, scout e protezione civile.

Un presidio sanitario interno sarà in funzione con servizio paramedico dalla Croce Verde in previsione dei fedeli attesi, provenienti da tutta la Diocesi di Adria – Rovigo,

Niente è stato tralasciato, anche alla luce della straordinaria esperienza dello scorso anno, in occasione della solenne apertura dell’Anno Santo della Misericordia, per il quale in tantissimi avevano espresso grande apprezzamento per l’organizzazione generale dimostrata.

In questa occasione la celebrazione sarà presieduta dela Vescovo di Adria – Rovigo mons. Pierantonio Pavanello, con la partecipazione del Capitolo e dei Sacerdoti diocesani.

I sacerdoti diocesani saranno accolti nella Chiesa di San Giovanni da dove partiranno in corteo per entrare in Cattedrale attraversando la Porta Santa. I fedeli con le Autorità attenderanno in Cattedrale, che sarà aperta dalle ore 14.30 per accogliere i fedeli partecipanti.

Pianta INTERNA

 

 

In allegato le dislocazioni dei parcheggi e la sistemazione interna della Cattedrale.

27 Ottobre 2016, 240° anniversario dalla posa della prima pietra della Cattedrale di Adria

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CLICCARE QUI PER SCARICARE CLICCARE LOCANDINA 27 OTTOBRE 2016

CLICCARE QUI PER VEDERE IL disegno della Prima pietra della cattedrale

cliccare qui per vedere le immagini dei 240 anni della cattedrale

LA NUOVA CATTEDRALE DI ADRIA

Nel corso della Storia, Adria e il Polesine passarono più volte da una dominazione all’altra. La costruzione della nuova Cattedrale avvenne quando il territorio dipendeva da Venezia in un periodo particolarmente difficile nei rapporti tra lo Stato Veneto e la Chiesa di Roma.

Il doge Andrea Tron, convinto assertore dell’autonomia della Repubblica (oggi la chiameremmo “laicità dello Stato”), guardava anche con molto interesse ai beni ecclesiastici di cui intendeva servirsi per sanare le finanze dello Stato. Per questo aveva varato molte leggi tendenti a circoscrivere l’azione della Chiesa nell’ambito del Dogato. Il doge tuttavia aveva ben presente, sia pure nella difficoltà oggettiva delle relazioni con Roma, che Venezia da sempre, aveva ambìto a rappresentarsi come Stato difensore della Cristianità (la prova più tangibile di devozione della Repubblica di San Marco fu data a Lepanto il 7 ottobre 1571). Né il doge quindi, né tantomeno il Senato Veneto avrebbero potuto ostacolare la costruzione della nuova Cattedrale considerata, tra l’altro, utile alle finalità politiche della Repubblica. Infatti la proposta avanzata dalla Magnifica Comunità di Adria tramite il “nuncio” Antonio Giulianati, ebbe ben presto eco favorevole presso il Senato che il 12 agosto 1775 emise il decreto nel quale autorizzava la edificazione della Chiesa “ad onore di Dio, decoro del principato e migliore servizio delle anime”.

Fin dalla prima metà del secolo XVII, la Cattedrale antica, dedicata in origine a San Pietro (ecclesia sancti Petri de Adria, recitano i documenti più antichi), aveva presentato segni di danni notevoli alle strutture. Ristrutturato e più volte rimaneggiato, il sacro edificio portava con sé il peso della storia legata alla lunga teoria dei Vescovi che hanno governato la Diocesi attraverso i secoli. La sua presenza ci riporta molto indietro nel tempo, quasi a toccare (stando alla tradizione) i tempi apostolici. Sappiamo che il cristianesimo delle origini si fermò ad Adria all’ingresso della Via Popillia, la via consolare costruita nel 132 a.C. per unire a Roma i nuovi territori acquisiti all’Impero. Ai limiti di quella strada sorse probabilmente la prima cattedrale, testimoniata da alcuni importanti ritrovamenti (fonte battesimale e marmo sopra il portale destro della Basilica della Tomba) con iscrizioni riferite ai Vescovi Bono e Giovanni I risalenti ai secoli VII od VIII. Si ha notizia di un privilegio, concretizzato in una pensione spettante al Capitolo di Adria, risalente al 920, quando il Pontefice Giovanni X ingiunse al Vescovo Paolo Cattaneo di ricostruire la Cattedrale di Adria allora distrutta dai barbari.

In tutta Europa era iniziata la crociata delle Cattedrali che abbracciò il periodo compreso tra l’XI ed il XIV secolo, con un’evoluzione ammirevole delle tecniche e del gusto e con uno slancio straordinario di fede che caratterizzò l’epoca e la civiltà medievale. Proprio a questo periodo risale l’usanza di costruire gli edifici sacri più importanti fuori dal tradizionale centro cittadino. Queste scelte urbanistiche poi non erano disgiunte da motivi di sicurezza. Non a caso la Cattedrale venne ricostruita a nord della città antica, nell’area protetta del Castello. I lavori iniziati nel 1050 dal Vescovo Benedetto I furono completati nel 1067 dal Vescovo Tutone. Prestando fede ad una annotazione rinvenuta in un antico messale a Papozze nel 1558, si può ritenere che il Pontefice Lucio III, esule a Verona, l’abbia consacrata nel 1184. I restauri eseguiti nel 1407 e 1463 e la parziale riedificazione del 1628, non furono sufficienti a preservarla dai danni del tempo. Ai primi del 1700 l’edificio fu dichiarato insufficiente a svolgere la sua funzione di Cattedrale essendo nel frattempo aumentata notevolmente la popolazione (i circa 2000 adriesi registrati nel 1500, alla metà del XVIII secolo erano saliti a 6.175, suddivisi in 943 famiglie). Nacque in tal modo il problema della costruzione di una Cattedrale nuova. In un primo tempo ci furono delle resistenze da parte del Vescovo, ma la decisa volontà dei Canonici del Capitolo e dei 12 cittadini scelti nel 1770 dal Consiglio Grande e Generale della Città con l’incarico di affrontare e risolvere il problema, tra speranze, discussioni, pratiche, petizioni e progetti, diede finalmente avvio ai lavori per la fabbrica della Cattedrale.

La prima pietra fu posta il 27 Ottobre 1776 e benedetta dal Vescovo Arnaldo Speroni degli Alvarotti (1766-1800). Di nobile famiglia patavina, aveva compiuto i suoi studi presso i Monasteri benedettini di Santa Giustina in Padova e di Santa Maria in Firenze. Fu anche Maestro dei novizi in San Giorgio a Venezia ed anche in San Paolo a Roma. Gli storici del suo tempo lo ricordano come uomo erudito e colto. Papa Clemente XIII lo fece Vescovo di Adria. Vegliò con grande impegno sul progetto della Cattedrale e, dirimendo o superando tante difficoltà, ebbe la consolazione di benedirne con grande solennità la prima pietra nell’anno 1776.

La cronaca di questo importante evento di cui si riporta una sintesi, ci è stata trasmessa da un testimone oculare di grande attendibilità: Francesco Girolamo Bocchi che all’epoca svolgeva l’attività di pubblico Notaio in Adria e di Cancelliere del Capitolo. “Il giorno 27 Ottobre 1776, domenica, il Vescovo Speroni, alle 16, iniziò la cerimonia nella vecchia Cattedrale, assistito dal Capitolo e da tutto il clero della città, dai fabbricieri (Pietro Giulianati, Attilio Lunati Macchiavelli, Giobatta Bocchi, Pietro Maria Renovati, Alessandro Moscheni, Antonio Cesellato; era assente Francesco Bulgarello) e dalle maggiori personalità di Adria (tra cui: Antonio Grotto, Santo Mattioli e Francesco Girolamo Bocchi consoli del “sestiere” di Castello, con il primo console Alessandro Moscheni; Raimondo e Domenico Lunati, Domenico Giulianati e Giuseppe Amà consoli del “sestiere” della Tomba; Giacomo Foramiglio “zonta” del Castello ed Agostino Mezzanato “zonta” della Tomba). Dopo che il Vescovo ebbe raccomandato alla carità cittadina le elemosine necessarie alla rifabbrica, uscirono dalla sacrestia due canonici, Giobatta Crepaldi ed Antonio Moscheni, accompagnati da due chierici che portavano un bacile d’argento per raccogliere le offerte. Mons. Crepaldi iniziò dal Vescovo che depose nel bacile dodici zecchini d’oro, e poi passò ai canonici ed al clero tutto. Mons. Moscheni invece ricevette l’elemosina dai rappresentanti della Città. Quindi passarono ambedue ai nobili ed a tutto il popolo presente. Frattanto il Vescovo vestito con i paramenti sacri, con mitra e pastorale, preceduto dalla Scuola del Santissimo Sacramento, dal Capitolo e dal clero e seguito dai fabbricieri e dal popolo, si recò sul luogo dove già erano state scavate le prime fondamenta e, sull’altare eretto provvisoriamente benedì il sale e l’acqua, quindi benedì la prima pietra. Poi, accompagnato da Gaspare Brunello, il capomastro, che teneva la prima pietra, e da Antonio Scapin, uno dei capo muratori, che teneva la seconda pietra, discese nelle fondamenta e, di fronte alla porta maggiore del vescovato, al suono delle campane, violini e corni da caccia, posò la prima pietra. In mezzo ad essa collocò la medaglia di metallo fatta coniare in occasione della nuova fabbrica, e poi fece combaciare sopra la seconda pietra. Dopo tutto ciò, benedisse le fondamenta con l’acqua, in tre tempi, e celebrò la Messa solenne. Alla fine, fu accompagnato dal Capitolo nella vecchia chiesa (Cattedrale), spogliato delle vesti vescovili e condotto alla sua stanza”. (Aldo Rondina)  

 

 

MUSEO DELLA CATTEDRALE: FELICEMENTE SUPERATO IL PRIMO ANNO DI VITA

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FINOTTI CON MONS. FURINI

E’ già trascorso poco più di un anno dal 3 ottobre 2015, data di inaugurazione ufficiale del Museo della Cattedrale, opera di grande valore storico – culturale -religioso finanziata dalla Fondazione Cariparo. Pur essendo stato realizzato il primo stralcio dei lavori, considerando il numero dei visitatori e l’interesse suscitato dall’insigne opera museale, viene spontaneo affermare che l’iniziativa ha già rivelato buona parte delle potenzialità in essa contenute.

presidente Fondazione CARIPARO

Fortemente propugnato dall’indimenticabile Arciprete Mons. Mario Furini, recentemente scomparso, il Museo si proponeva innanzitutto, attraverso l’esposizione al pubblico del consistente patrimonio liturgico di proprietà della Cattedrale, di promuovere nei visitatori il desiderio di approfondire la conoscenza delle radici cristiane della Comunità Adriese e Diocesana.

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Inoltre, gli oggetti esposti avrebbero consentito a tutti di apprendere certi aspetti della storia del territorio mai prima d’ora presi in esame. Infine, la rete museale comprendente il Museo della Cattedrale, il Museo Archeologico Nazionale e il MAAD (Museo di Arte Moderna), recentemente costituito, potrebbe richiamare ad Adria il flusso turistico tanto auspicato per dare una spinta propulsiva al turismo locale a tutto beneficio dell’economia cittadina. Alla luce dei risultati fin qui ottenuti possiamo affermare che questi obiettivi sono tutti bene avviati a soluzione.

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La prova dell’interesse suscitato nel pubblico da questo Museo sta nel fatto che nell’anno di apertura con orario limitato (Mercoledì e Sabato, ore 10,30-12,00) oppure su prenotazione, sono state registrate oltre 3.000 presenze. Ciò è stato possibile grazie alla costituzione del Gruppo di Guide Volontarie che a turno seguono tutte le fasi relative alla gestione ordinaria e straordinaria della struttura, esibendo alle persone interessate ogni supporto utile a rendere gradita la visita. Nei sussidi per i Turisti sono comprese le Guide cartacee del Museo e della Cattedrale, nonché altre interessanti pubblicazioni illustranti documenti conservati nell’Archivio Capitolare. Per un Museo che muove i primi passi si può essere più che soddisfatti, anche se sappiamo che migliori potranno essere i risultati nel momento in cui saranno completate tutte le fasi della struttura museale. Ora non rimane infatti che proseguire l’impegno attuale nell’attesa fiduciosa dell’assegnazione dei fondi mancanti da parte della Fondazione Cariparo, necessari per portare a compimento l’Opera.

CI HA LASCIATO MONS. MARIO FURINI ARCIPRETE DELLA CATTEDRALE

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Dopo 50 anni di generoso servizio alla Chiesa e dopo aver portato la Croce della malattia in questi ultimi anni con cristiana speranza, l’8 agosto è tornato alla Casa del Padre, Mons. Mario Furini, Arciprete e Canonico della Cattedrale di anni 74.

Lo annunciano il Vescovo Pierantonio, il Vescovo Emerito Lucio, il Capitolo della Cattedrale, il Presbiterio diocesano, unitamente al fratello Renzo, alle cognate e ai nipoti, alle Comunità di S. Rita, Panarella, San Bartolomeo in Rovigo e Cattedrale.

Invocando preghiere di suffragio per il sacerdote dal cuore grande e dalla totale disponibilità. La Camera ardente sarà allestita nella Cattedrale di San Giovanni dove si terrà una veglia di preghiera mercoledì 10 alle ore 21.00.

Le esequie saranno celebrate giovedì 11 c.m. alle ore 10.00 nella Chiesa Cattedrale.

La sepoltura avverrà nella tomba di famiglia presso il cimitero di Ficarolo.

Mons. Mario Furini è stato Arciprete della Cattedrale di Adria dal 24 ottobre 1999.

Fu inviato dal Vescovo Mons. Martino Gomiero per sostituire Mons. Lino Dalla Villa, dimissionario per limiti di età. Ad Adria, dove già erano conosciute le sue doti di pietà e zelo sacerdotale profuso nella guida della Parrocchia di San Bartolomeo Apostolo di Rovigo, si integrò subito nel nuovo incarico pastorale raccogliendo con piena disponibilità la tradizione dei suoi predecessori.

Il suo stile di vita semplice, silenzioso e discreto, che parla più con l’esempio che con le parole, lo ha subito avvicinato alle Famiglie Adriesi con le quali, fin dai primi giorni di Ministero, ha condiviso i momenti più delicati della sofferenza per la perdita di persone care, o per altre situazioni dolorose, offrendo a tutti parole di consolazione e di fede.

La sua costante attenzione agli ultimi, ai poveri, agli ammalati che visita con frequenza presso le abitazioni o gli ospedali, è una preziosa testimonianza per tutti coloro che vedono nel sacerdozio l’impronta concreta degli insegnamenti di Cristo. Sacerdote aperto al dialogo, ha cercato la più ampia collaborazione nei laici, non solo con quelli militanti nelle Associazioni della Parrocchia. Laureato in Lettere presso l’Università di Padova nell’Anno Accademico 1970-1971 con il prof. Angelo Gambasin, svolgendo la tesi sul “Movimento Cattolico in Polesine 1869 -1898”, è uomo di grande cultura che sa suscitare iniziative importanti per la crescita spirituale della Comunità. La sua sensibilità mariana, espressa nelle feste quinquennali per la Madonna del Santo Rosario che si venera nella Cattedrale, ha richiamato l’intera città alla fede antica con forme di testimonianza concreta, come la realizzazione dei “Misteri della Luce”. Pur così coinvolto nello svolgimento del suo Ministero, Mons. Mario Furini non si sottrae agli impegni legati alle opere materiali. Nei primi anni di presenza ad Adria ha portato a termine il progetto di restauro dell’interno della Cattedrale già avviato dal suo predecessore, compiendo ogni sforzo per rendere luminoso e bello il maestoso edificio sacro, il restauro della Canonica e della Chiesa di San Giovanni. La sua costante attenzione per la Scuola Materna Maria Immacolata, l’impegno rivolto alla conservazione ed al miglioramento delle Opere parrocchiali, come il Teatro Ferrini, il suo particolare riguardo verso il Centro Giovanile “San Pietro”, non gli impediscono poi di seguire i progetti di salvaguardia e recupero dei beni preziosi custoditi in Cattedrale. Tra questi spiccano particolarmente il restauro necessario dell’organo, dei Confessionali, la sistemazione dell’Archivio Biblioteca Capitolare e la realizzazione del “Museo della Cattedrale”.

 

“Chartae Adrienses. Alla riscoperta di antiche pergamene di papi vescovi e dogi”

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PUBBLICAZIONE SULLE PERGAMENE

La mostra, che è rimasta aperta fino a sabato 2 luglio, presso la sala delle stampe antiche della collezione della Fondazione Bocchi, in cui è stato possibile ammirare una selezione appositamente curata di pergamene e antiche carte che vanno dal 1400 al 1900, provenienti dall’Archivio storico Capitolare della Cattedrale di Adria.

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Esposte per la prima volta al pubblico, queste pergamene mirabilmente restaurate dal Laboratorio dei Padri Benedettini di Praglia sono state recuperate grazie alla grande disponibilità dell’Arciprete mons. Furini e al forte interessamento del Direttore dell’Archivio Capitolare l’eminente studioso adriese Aldo Rondina.

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Le dott.sse Silvia Nonnato e Manuela Sgobbi hanno svolto uno studio del fondo diplomatico dell’archivio che ha avuto come risultato finale la pubblicazione del volume e la mostra Chartae Adrienses.

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I materiali esposti non seguono un ordine cronologico ma sono stati divisi per tipologie e riflettono l’attività politico, amministrativa e spirituale delle eminenti cariche vescovili e religiose della Diocesi di Adria, il valore è accresciuto dal pregio delle decorazioni, delle grafie curate ed eleganti, dai sigilli plumbei e in cera rossa: tutte caratteristiche della solenne attività svolta dalle varie cancellerie da cui venivano emesse: pontificia, vescovile, arcipretale.

saluo VESCOVO PIERANTONIO

È stata fatta una scelta dei documenti che partono dal 1400 per arrivare ad una bolla pontificia del 1986 di Papa Giovanni Paolo II.

Queste pergamene possono dare un’idea di quella che è la varietà e le tipologie documentarie presenti nell’Archivio di una città come Adria caratterizzata dalla oltre millenaria sede vescovile: la storia dell’Archivio infatti riflette le secolari vicende della Chiesa adriese, ed è testimonianza storica dell’attività del Capitolo della Chiesa.

Malgrado le cospicue dispersioni e numerose perdite nel corso dei tempi, dovute anche alle numerose inondazioni del fiume Po, sono conservati preziosi documenti anche molto solenni come Bolle pontificie e Brevi, oltre a Lettere di dogi chiamate ducali, atti notarili, diplomi di laurea.

A causa della fragilità dei documenti esposti e per tutelarne la conservazione, la mostra ha avuto durata di pochi giorni.

Organizzata dall’Archivio-Biblioteca Capitolare della Cattedrale in collaborazione con la Fondazione Bocchi che ha gentilmente messo a disposizione i locali, è stata resa possibile anche grazie al contributo degli studenti delle scuole superiori liceo Bocchi: scienze umane e Liceo scientifico che hanno collaborato all’allestimento. Questi sono: Berti Federico, Contato Sebastiano, De Mattia Giulia, Fornaro Alice, Guarnieri Alberto, Laurenti Ilenya, Luise Gianmaria,, Marcomini Alberto, Mazzuccato Silvia, Roccato Luigi, Stocco Sara, Trombin Eva ed un grazie anche a due studenti dell’Università Ca’ Foscari di Venezia per assicurare l’apertura: Benedetta Paganin e Matteo Bisco.

Alcuni dei documenti sono stati restaurati grazie al contributo di : Cartiere del Polesine (Loreo), Fondazione scolastica Carlo Bocchi (Adria), Mara Bellettato Dallemulle (Adria), Soroptimist International (Rovigo), Rotary Club (Adria).

La mostra è stata inaugurata il giorno 29 giugno festa dei patroni della Cattedrale i Santi Pietro e Paolo alla presenza del Vescovo della Diocesi di Adria-Rovigo monsignor Pierantonio Pavanello, dell’Arciprete monsignor Mario Furini che il giorno 26 giugno ha festeggiato il 50° anniversario della sua Ordinazione Sacerdotale ed ha ricevuto una pergamena commemorativa, firmata da Papa Francesco, che è visibile in mostra.

A corollario del giorno del festeggiamento di Mons. Furini, ha fornito l’occasione al direttore del Museo Aldo Rondina, di presentare la pubblicazione relativa alla Guida del Museo della Cattedrale che sarà a disposizione dei visitatori per una piena valorizzazione e riconoscimento culturale del Museo.