ASSEMBLEA DI VERIFICA E DI FINE MANDATO DEL CONSIGLIO DI A.C.

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Il giorno 27 novembre 2016 il gruppo dei soci e simpatizzanti di Azione Cattolica, dopo aver assistito alla S. Messa delle ore 9.15, si è riunito nella chiesa di S. Giovanni, dove ha avuto luogo l’Assemblea di conclusione del triennio  2013-2016 di attività . Dopo la presentazione da parte della Presidente uscente, Anna Paola Fonso, ha preso la parola il nuovo assistente, mons. Antonio Donà ( il presbitero è “conditio sine qua non” per cui esista l’Azione Cattolica, in essa infatti il sacerdote è chiamato a svolgere semplicemente, ma significativamente il delicato ruolo di rappresentante della cura del Vescovo per l’Associazione). Il neo-Parroco della Cattedrale ha ricordato l’importanza dell’esistenza di questa Associazione e i percorsi che possono essere intrapresi all’interno della Parrocchia affinché l’attività possa essere proficua nella Chiesa e per la comunità. Ha fatto seguito l’esposizione della Relazione, sul triennio trascorso, da parte della Presidente, che ha ricordato la struttura dell’Associazione comprendente una sessantina di iscritti e alcuni simpatizzanti. “Elencare le attività svolte può essere consolatorio,effettivamente le energie spese sono state notevoli : l’animazione, l’ideazione e preparazione delle iniziative e dei sussidi, gli incontri e le relazioni con le persone richiedono una quantità indefinita di tempo, ma , sostiene la Presidente, dovendo  ora cercare di raccogliere alcune indicazioni in vista di una nuova ripresa, conviene far emergere alcuni tratti peculiari della nostra attuale condizione, focalizzando l’attenzione su alcuni punti essenziali:

1-Il modello formativo proprio dell’Azione Cattolica non è statico, pur attenendosi alle direttive nazionali del presidente Matteo Truffelli e a quelle diocesane,tutto può essere rivisto e migliorato. Chi sceglie questa Associazione può essere protagonista, a patto che si lasci coinvolgere a pieno dalla proposta. E’ impossibile non riconoscere all’Azione Cattolica Italiana non solo la  paternità storica del movimento laicale contemporaneo nella Chiesa, ma anche l’esperienza  maturata nel corso di oltre un secolo di vita che si è radicata nel tessuto della Chiesa italiana. L’Azione Cattolica non si improvvisa, ma richiede un processo di “semina e coltivazione lento e faticoso” : le difficoltà non devono scoraggiare  e spingere a preferire soluzioni di rinuncia.

2-Innanzi tutto il gruppo come risorsa. La formazione avviene nel gruppo perché formarsi vuol dire cambiare gli atteggiamenti. Il fatto che alcune persone giovani o adulti, scelgano di riunirsi per formarsi è già un evento straordinario. Su questa premessa occorre continuare a lavorare perché anche altri possano scoprire un volto diverso di comunità.

3- Bisogna superare l’abitudine alla delega ed alla de-responsabilizzazione. In base al proprio stato o condizione, tutti possono, anzi devono riscoprire che “il servizio è la gioia”  come affermava V. Bachelet. Tutti gli aderenti sono consapevoli che non c’è delega, ma che l’A.C. può vivere grazie all’impegno di tutti. Nessuno riveste un incarico a vita, ma dopo un periodo si lascia con libertà la propria carica, sicuri che l’esperienza e la formazione consentirà ad un’altra persona di prendere il testimone e di proseguire la strada. Le incertezze e le incomprensioni possono succedere, importante è chiarire subito, prima che “tramonti il sole”, come recita l’apostolo Paolo, nella lettera agli Efesini (4,26).

In conclusione, la Presidente, ha rivolto un ringraziamento sincero a quanti hanno condiviso questo tratto di strada con me, i vice-presidenti Chiara Piombo e Mario Vianello . Uno speciale sentimento di riconoscenza va al nostro ex Parroco, mons. Mario Furini , che ha sempre affermato e dimostrato di credere in questa esperienza associativa come risorsa per la parrocchia anche perché i fatti hanno parlato e parlano chiaramente : numerosi soci di  Azione Cattolica sono catechisti, operatori del Centro Aiuto alla Vita, operatori Caritas, volontari del doposcuola , del gruppo Genitori ancora,ecc …

Sarebbe poi efficace, ribadisce la Presidente, per i singoli e per il gruppo, riuscire ad agire sempre, nelle occasioni importanti e meno, nell’unità e nella stima reciproca, cercando di essere “una squadra attiva e presente” , senza limitarsi agli incontri dei gruppi, che pure sono importanti,  ma creando momenti in cui l’Azione Cattolica viva la sua vera essenza di Associazione, che non lascia spazio a divisioni e a individualismi. “Nel porre un termine al cammino di questo Consiglio uscente, riconosco che alcuni impegni sono stati mantenuti nel tempo e, anche se non sembra, abbiamo trascorso parecchie ore insieme, nel gruppo, conoscendoci di più vicendevolmente, condividendo pensieri ed esperienze anche personali, ma le omissioni o le deviazioni sono state tante e me ne dispiace. Auspico che i nuovi responsabili vogliano raccogliere quanto di positivo seminato finora, per proseguire verso mete più grandi.

Grazie dell’attenzione e auguri per un nuovo triennio di fedeltà al Signore nella sua Chiesa”, conclude la relatrice.

 Era presente all’Assemblea anche la rappresentante diocesana Silvia Marzola che ha preso atto e condiviso quanto detto precedentemente, riconoscendo che i successi e le difficoltà fanno parte del gioco di essere Associazione, a maggior ragione di un’Associazione in cui gli obiettivi non sono solo materiali, ma soprattutto spirituali.

Al termine dell’Assemblea si è provveduto all’elezione dei nuovi membri del Consiglio Parrocchiale, che saranno resi noti nella giornata dell’Adesione.

 

 

Anna Paola Fonso

 

Azione Cattolica, Festa dell’Adesione 2014

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2014-12-08 Altare dell'Immacolata in chiesa S. Giovanni

Assemblea nella Chiesa di S. Giovanni

Il giorno 8 dicembre 2014, festa dell ‘Immacolata, si è vissuta in tutta Italia la giornata di Adesione all ‘Azione Cattolica e ciò è avvenuto anche nella Parrocchia della Cattedrale di Adria. La giornata è iniziata con la partecipazione dei soci alla S. Messa delle ore 9.15, a cui ha fatto seguito l’Assemblea degli iscritti e simpatizzanti nella Chiesa di S. Giovanni, dove l’assistente, mons. Mario Furini ha esposto quanto Paolo VI ha indicato, durante il suo pontificato, all’Associazione, dimostrando che tale programma è del tutto attuale perché si fonda sui principi della vita cristiana. E’ intervenuta poi la Presidente, Anna Paola Fonso, che ha ricordato quanto Matteo Truffelli, presidente nazionale, dice, rivolgendosi al popolo cristiano, dettando le linee-guida dell’Associazione per i prossimi anni. L’Azione Cattolica è innanzitutto una bella espressione di Chiesa, un’esperienza ricca di relazioni umane, di preghiera, di servizio che sarebbe bello condividere con un sempre crescente numero di persone. I punti fermi del gruppo sono: il compito educativo, lo stile della corresponsabilità, l’impegno verso il bene comune.

2014-12-08 intervento del prof. Livio Crepaldi

C’è l’intento di costruire un ‘Azione Cattolica capace di farsi sempre più vicina alla vita delle persone, alle loro attese, alle loro sofferenze e povertà, alla loro ricerca di una piena umanità, per accompagnarle nella scoperta della pienezza di senso e della gioia che nascono dall’incontro con Cristo e da una fede che cambia la vita. C’è la volontà di fare propri i tre verbi che Papa Francesco ha affidato, durante l’udienza concessa il 3 maggio 2014 ai partecipanti alla XV Assemblea nazionale ed ai presidenti ed assistenti parrocchiali di tutta Italia presenti quel giorno: “Andare per le strade”; “rimanere con Gesù”; “gioire sempre nel Signore”. Tre consegne che risuonano nei nostri cuori e che ci spingono, afferma la Presidente, come Azione Cattolica a vivere la scelta missionaria del nostro progetto formativo.

2014-12-08 intervento della Presidente Anna Paola Fonso
Interessante è stato pure l’intervento di Luigi Ennio sulla sua partecipazione all’esposizione di un progetto realizzato dal gruppo di Trecenta sul rispetto del creato. L’Assemblea ha potuto poi godere della presenza del prof Livio Crepaldi, che, grazie alla sua veterana esperienza di iscritto con incarichi a livello nazionale, ha avuto parole di incoraggiamento e di fiducia per quanto
rAzione Cattolica cerca di realizzare anche in loco. Il gruppo ha cercato di vivere appieno la
giornata, presenziando ad alcuni appuntamenti di preghiera e di ritrovo per consolidare un’amicizia che sta alla base del programma stabilito, con la collaborazione dei due vice-presidenti Mario Vianello e Chiara Piombo.

“Gettate le reti e prendete il largo” è la raccomandazione del Papa e ce lo ricorda con la sua enciclica quotidiana dei gesti, ma c’è anche la voglia di esserci da parte dell’AC. Forse questo sembra un programma ambizioso, ma i soci ci provano, pur consapevoli delle loro fragilità, perché insieme credono alle parole di Gesù: “Coraggio sono io … non abbiate paura!”

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L’Azione Cattolica della Cattedrale a Torreglia LA SPERANZA DELLA FAMIGLIA

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crocifissione-giotto - cappella degli Scrovegni PD

“La speranza della famiglia” è stato il tema trattato nell’incontro di spiritualità, che si è tenuto il 12 ottobre u.s. nella casa “Villa Immacolata” a Torreglia, del gruppo di Azione Cattolica della Cattedrale di Adria. Argomento non di facile trattazione e concretizzazione, ma che l’assistente di questa casa, don Federico Giacomin, ha saputo magistralmente interpretare con l’aiuto di un’immagine di Giotto che si può ammirare nella Cappella degli Scrovegni di Padova. L’immagine, ha spiegato don Federico, illustra quanto la speranza sia una virtù umana, che tende, nell’immagine, ad una luce splendida, rappresentata da una corona, che è così luminosa perché vuol rivelare la certezza della regalità di Cristo, certezza che viene dalla sua resurrezione ed è questa la speranza cristiana o teologica. Tale speranza è anche pazienza, perciò è proiettata in un futuro di attesa; come il contadino che getta il seme nel terreno ed attende perché può prevedere i tempi della maturazione del seme gettato, ma non li può stabilire con esattezza e nello stesso tempo non rinuncia, ma aspetta …, così il cristiano sa che la vita non è solo terrena, perché, assomigliando egli a Cristo, è proiettato oltre il mondo, nell’eternità . La speranza umana non è sufficiente ad affrontare le avversità della vita (es. Gesù sulla croce, abbandonato dai suoi discepoli, tranne Giovanni è quasi disperato, ma ha sentito la presenza del Padre), occorre infatti un supplemento di coraggio, di testimonianza e di speranza che vede il trionfo della dedizione, dell’amore, di una vita donata. Chi crede solo nelle proprie forze può entrare nell’abbandono, nella separazione, nello sconforto, nella disperazione fino al rifiuto di quella vita di cui pensava di conoscere tutto, ma in cui mancava la tensione verso i segni positivi di speranza teologica.

Nella famiglia, ha affermato il relatore, si incontrano molte difficoltà e di vario tipo, ma la speranza cristiana aiuta a contemplare la provvidenza di Dio che ci viene incontro, ci purifica, ci ricopre con la sua misericordia. Questa speranza non porta a separazioni e divorzi, perché è vita piena e senza di essa non siamo cristiani, anzi non possiamo neppure essere persone umane capaci di sostenere il peso dell’esistenza. La speranza è elemento indispensabile della vita, come Io sono l’aria, l’acqua, il pane, il respiro … Il desiderio di Dio è sufficiente per ricominciare da capo, anche nella solitudine più assoluta, anche quando si capisce che una convivenza non permette di realizzare una famiglia che si possa proiettare in una speranza che promette salvezza.

Alla relazione è seguito un momento di riflessione individuale su questo profondo aspetto della vita, ed un amichevole scambio di idee e di esperienze personali, raggiungendo anche la consapevolezza che la nostra vita è ricca di segni positivi di speranza che permettono di guardare al futuro con un’intensa serenità. Negli spazi interni ed esterni della Casa che ci ha ospitato, abbiamo potuto godere di un clima di fratellanza, ricordando la nostra radice cristiana, che abbiamo cercato di fortificare con la recita del S. Rosario e la celebrazione della S. Messa, grazie alla presenza dell’assistente del gruppo, mons. Mario Furini, a cui va rivolto un ringraziamento particolare, assieme a quanti hanno permesso di realizzare questo incontro preparato e curato dalla presidente Anna Paola Fonso e dai vice-presidenti Chiara Piombo e Mario Vianello.

Sicuramente rientreremo nelle nostre realtà quotidiane con una .. “speranza maggiormente convinta” !!

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