IL PRESEPE 2015-2016 SI ISPIRA ALLA RIFLESSIONE DI DON TONINO BELLO “Andare a Betlem”

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scarica in .pdf PRESEPE2015-10-21 Andare a Betlem

Andare a Betlem
Vorrei essere per voi uno di quei pastori veglianti sul gregge, che nella
notte del primo Natale, dopo l’apparizione degli angeli, alzò la voce e disse ai
compagni: «Andiamo fino a Betlem, e vediamo questo avvenimento che il
Signore ci ha fatto conoscere».
Andiamo fino a Betlem. Il viaggio è lungo, lo so.
Molto più lungo di quanto non sia stato per i pastori. Ai quali bastò abbassarsi
sulle orecchie avvampate dalla brace il copricapo di lana, allacciarsi alle gambe i
velli di pecora, impugnare il vincastro e scendere giù per le gole di Giudea, lungo i
sentieri odorosi di sterco e profumati di menta.
Per noi ci vuole molto più che una mezz’ora di strada. Dobbiamo attraversare venti
secoli di storia. Dobbiamo valicare il pendio di una civiltà che qualificandosi cristiana,
stenta a trovare l’antico tratturo che la congiunge alla sua ricchissima sorgente: la
capanna povera di Gesù.
Andiamo fino a Betlem. Il viaggio è faticoso, lo so.
Molto più faticoso di quanto è stato per i pastori. I quali, in fondo, non dovettero
lasciare altro che le ceneri del bivacco, le pecore ruminanti tra i dirupi dei monti, e
la sonnolenza delle nenie accordate sui rozzi flauti d’Oriente.
Noi, invece, dobbiamo abbandonare i recinti di cento sicurezze, i calcoli smaliziati
della nostra sufficienza, le lusinghe di raffinatissimi patrimoni culturali, la superbia
delle nostre conquiste… per andare a trovare che? «Un bambino avvolto in fasce,
che giace in una mangiatoia».
Andiamo fino a Betlem. Il viaggio è difficile, lo so.
Molto più difficile di quanto non sia stato per i pastori. Ai quali, perchè si
mettessero in cammino, bastarono il canto delle schiere celesti e la luce da cui
furono avvolti.
Per noi, disperatamente in cerca di pace, ma disorientati da sussurri e grida che
annunziano salvatori da tutte le parti, e costretti ad avanzare a tentoni nelle
circospezioni di infiniti egoismi, ogni passo verso Betlem sembra un salto nel buio.
Andiamo fino a Betlem. E’ un viaggio lungo, faticoso, difficile, lo so.
Ma questo, che dobbiamo compiere all’indietro, è l’unico viaggio che può farci
andare avanti sulla strada della felicità.
Quella felicità che stiamo inseguendo da una vita, e che cerchiamo di tradurre col
linguaggio dei presepi, in cui la limpidezza dei ruscelli, o il verde intenso del
muschio, o i fiocchi di neve sugli abeti sono divenuti frammenti simbolici che
imprigionano non si sa bene se le nostre nostalgie di trasparenze perdute, o i sogni
di un futuro riscattato dall’ipoteca della morte.
Andiamo fino a Betlem, come i pastori.
L’importante è muoversi. Per Gesù Cristo vale la pena lasciare tutto: ve lo assicuro.
E se, invece di un Dio glorioso, ci imbattiamo nella fragilità di un bambino, con
tutte le connotazioni della miseria, non ci venga il dubbio di aver sbagliato
percorso. Perchè, da quella notte, le fasce della debolezza e la mangiatoia della
povertà sono divenuti i simboli nuovi dell’onnipotenza di Dio. Anzi, da quel Natale, il
volto spaurito degli oppressi, le membra dei sofferenti, la solitudine degli infelici,
l’amarezza di tutti gli uomini della terra, sono divenuti il luogo dove egli continua a
vivere in clandestinità. A noi il compito di cercarlo. E saremo beati se sapremo
riconoscere il tempo della sua visita.
Mettiamoci in cammino, senza paura.
Il Natale di quest’anno ci farà trovare Gesù e, con lui, il bandolo della nostra
esistenza redenta, la festa di vivere, il gusto dell’essenziale, il sapore delle cose
semplici, la fontana della pace, la gioia del dialogo, il piacere della collaborazione,
la voglia dell’impegno storico, lo stupore della vera libertà, la tenerezza della
preghiera.
Allora, finalmente, non solo il cielo dei nostri presepi, ma anche quello della nostra
anima sarà libero dallo smog, privo di segni di morte, e illuminato di stelle.
E dal nostro cuore, non più pietrificato dalle delusioni, strariperà la speranza
† Don Tonino Bello
(1935-1993)

Il Presepe della Cattedrale COMUNICATO PER GLI INSEGNANTI DI TUTTE LE SCUOLE

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COMUNICATO PER GLI INSEGNANTI
 Considerato il riconoscimento della Pro Loco Comunale di Adria quale miglior presepe del Territorio, l’attinenza del tema con le materie d’insegnamento scolastico nonché la grande affluenza di numerosissimi e interessati visitatori, il Presepe della Cattedrale di Adria è visitabile dalle scolaresche fino a sabato 31 gennaio 2015 previa prenotazione da effettuarsi entro giovedì 15 gennaio, poiché dal 7 il presepe è aperto nei giorni feriali solo su richiesta.
La visita potrà essere guidata tramite sussidi stampati o multimediali, con la guida di un volontario della Parrocchia o di un docente della Scuola.
Apposita comunicazione è stata spedita ai dirigenti degli istituti.
Per le visite si contatti il Vicario parrocchiale don Luca Borgna: tel. 349-3695687 e 042621725; e-mail borgnaluca@tin.it
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BREVE SCHEDA SUL PRESEPE
L’antefatto
Il presepe rievoca il fatto storico avvenuto 100 anni fa nelle Fiandre durante la prima guerra mondiale quando 100.000 soldati tedeschi, inglesi e francesi, contravvenendo alle disposizioni dei loro superiori, si incontrarono sulla terra di nessuno, tra le contrapposte trincee, per festeggiare e celebrare insieme il Natale. Cominciarono i tedeschi intonando i canti tipici della loro tradizione natalizia. Gli inglesi risposero coi propri. I tedeschi misero sopra alle trincee degli alberelli con piccole luci. Superata l’iniziale comprensibile diffidenza del momento, ben presto i soldati uscirono allo scoperto, fraternizzarono scambiandosi piccoli doni, giocando a pallone e celebrando funzioni religiose. Il fatto, conosciuto come la “Tregua di Natale”, è stato taciuto per molti anni e costò la corte marziale a molti soldati.
Il presepe
Il presepe porta il visitatore a conoscenza di questi fatti con un percorso multimediale realizzato con immagini, video e lettere scritte dai soldati. Si snoda quindi attraverso una cupa e fredda trincea di tavolato dalle cui feritoie si può scorgere la terra di nessuno che lascia immaginare l’incubo della guerra e di chi l’ha vissuta in prima linea. Per arrivare infine, come hanno fatto i soldati, davanti alla natività, semplice ed essenziale, come se l’avessero approntata proprio loro per celebrare la nascita di Gesù. E davanti a questa tenda diventa spontaneo chiedersi: se in nome di Gesù i soldati sono stati capaci di fermare una guerra così cruenta, cosa può fare Dio in ciascuno di noi se lo accogliamo nella nostra vita quotidiana?
La visita termina con i messaggi sulla pace di alcuni Papi e un interessantissimo diario di quegli anni con le cronache della Cattedrale che fu anche occupata militarmente.
Documentazione sul fatto storico disponibile sul blog  http://cattedraleadria/myblog.it
Facebook  “Presepe della Cattedrale 2014” https://www.facebook.com/events/1518434281740089/?fref=ts

Altri spunti per i partecipanti al concorso sul tema del Presepe 2014, RIACCENDERE LO SGUARDO di FRATEL ALBERTO DEGAN

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Dall’incontro di preparazione al Santo Natale per i genitori dei ragazzi dell’Agesci

“RIACCENDERE LO SGUARDO” di FRATEL ALBERTO DEGAN

(CLICCARE SULLE IMMAGINI PER INGRANDIRDLE OPPURE SCARICARLO IN pdf)

>>> 21-12-2014AlbertoDegan <<<

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Concorso “Quando il Natale cambia la storia degli uomini” Presepe 2014

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IL PRESEPIO IN CHIESA CATTEDRALE
“Quando il Natale cambia la storia degli uomini”

Sarà questo il tema che ci accompagnerà quest’anno il presepe della Cattedrale. L’allestimento della Natività, che si potrà visitare presso l’Aula Capitolare a partire dalla Messa di Mezzanotte del 25 dicembre, rievoca la tregua di Natale del 1914, quando migliaia di soldati tedeschi, inglesi e francesi sospesero spontaneamente i combattimenti per festeggiare insieme la nascita di Cristo. Il Presepe chiederà al visitatore di coinvolgersi attivamente nella scena, quasi un “entrare” nell’atmosfera drammatica della guerra, resa nuovamente umnana dalla tregue generata dal Natale. Numerose le testimonianze raccolte, che porteranno direttamente dentro la difficile vita di trincea, improvvisamente e sorprendentemente rischiarata da un evento del tutto inaspettato: le armi si abbassano, i nemici si incontrano.
“Il messaggio che vuole esprimere il Presepe di quest’anno – dicono i curatori del Presepio – è contenuto in una frase del Papa emerito Benedetto XVI: “Dio, solo Dio, rende efficace ogni opera di bene e di pace”. Solo il messaggio cristiano può sciogliere i conflitti, solo un cambiamento radicale che parte dal cuore di ciascun uomo, può cambiare la storia. L’evento della Nascita di Cristo, ricordata oggi, come 100 anni fa nel 1914, può davvero cambiare il corso della storia nella misura in cui gli uomini si lasciano interpellare e cambiare il cuore. Un messaggio che anche oggi può esprimere la sua straordinaria ricchezza”.

(cliccare sulle immagini per ingrandirle)

Consorso 2014 x comunicato

Consorso 2014 x documenti

Alcuni spunti per i partecipanti al concorso inerente al Presepe 2014

In bocca al lupo a tutti i partecipanti al concorso presepi 2014 della Cattedrale di Adria. di seguito alcuni spunti per preparare la vostra opera per la visione ed il giudizio della giuria che assegneranno i premi a coloro che più si saranno avvicinati al tema di quest’anno: “IL 25 Dicembre 1914 migliaia di soldati tedeschi, francesi ed inglesi sospesero … Continua a leggere

Concorso Presepi 2014/2015

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Consorso 2014 x comunicato

Consorso 2014 x documenti

IL PRESEPIO IN CHIESA CATTEDRALE
“Quando il Natale cambia la storia degli uomini”

Sarà questo il tema che ci accompagnerà quest’anno il presepe della Cattedrale. L’allestimento della Natività, che si potrà visitare presso l’Aula Capitolare a partire dalla Messa di Mezzanotte del 25 dicembre, rievoca la tregua di Natale del 1914, quando migliaia di soldati tedeschi, inglesi e francesi sospesero spontaneamente i combattimenti per festeggiare insieme la nascita di Cristo. Il Presepe chiederà al visitatore di coinvolgersi attivamente nella scena, quasi un “entrare” nell’atmosfera drammatica della guerra, resa nuovamente umnana dalla tregue generata dal Natale. Numerose le testimonianze raccolte, che porteranno direttamente dentro la difficile vita di trincea, improvvisamente e sorprendentemente rischiarata da un evento del tutto inaspettato: le armi si abbassano, i nemici si incontrano.
“Il messaggio che vuole esprimere il Presepe di quest’anno – dicono i curatori del Presepio – è contenuto in una frase del Papa emerito Benedetto XVI: “Dio, solo Dio, rende efficace ogni opera di bene e di pace”. Solo il messaggio cristiano può sciogliere i conflitti, solo un cambiamento radicale che parte dal cuore di ciascun uomo, può cambiare la storia. L’evento della Nascita di Cristo, ricordata oggi, come 100 anni fa nel 1914, può davvero cambiare il corso della storia nella misura in cui gli uomini si lasciano interpellare e cambiare il cuore. Un messaggio che anche oggi può esprimere la sua straordinaria ricchezza”.