Ricorrenza dei Santi Apostoli Pietro e Paolo in Cattedrale UNA GRANDE FESTA PER I SANTI PATRONI 2015

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STATUA S. PIETRO SULLA CUPOLA DEL CAMPANILE

Le giornate di festa della PENSA si sono concluse lunedì 29 Giugno nella Processione con la reliquia e l’immagine di S. Pietro svolta sulla piazza antistante la Cattedrale. Vi hanno partecipato moltissimi fedeli della città, Autorità locali con a capo il Sindaco Barbuiani, i ragazzi del Centro Giovanile S. Pietro , con le magliette sgargianti del GREST, i Cavalieri del S. Sepolcro e gente dei Paesi vicini, richiamati dall’eco di una tradizione ancora molto radicata.

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La Messa vespertina, momento culminante della celebrazione religiosa, è stata presieduta da S.E. mons. Lucio Soravito de Franceschi vescovo di Adria – Rovigo, il Vicario Generale della diocesi mons. Claudio Gatti, l’Arciprete della Cattedrale mons. Mario Furini, il Capitolo ed i Sacerdoti della Città. Com’è consuetudine, con il Sindaco e il gonfalone della città hanno assistito al sacro rito le Autorità civili e militari partecipando poi alla Processione ed alla benedizione finale con la reliquia di San Pietro.

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Con il vivo apprezzamento di tutti, alla solenne manifestazione di fede ha fatto da sfondo il Coro Polifonico della Cattedrale. Le cronache riferiscono che nella ricorrenza annuale grandi feste furono sempre tributate ai SS. Apostoli Pietro e Paolo, Patroni della Città e della Cattedrale adriese. Feste di popolo con “infiorate e frascate” nei punti più frequentati del centro storico compresi tra piazza Castello, ponte Castello, via Maggiore fino al ponte di “Battibecco” ossia il ponte della Tomba sul canalino.

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Feste allietate tra l’altro da musici provenienti dal ferrarese e da altri luoghi contigui e dalla degustazione dei deliziosi gamberi pescati nelle valli adiacenti. Con riferimento alle singolari decorazioni dei luoghi della festa con abbondanza di frasche pendenti, nel linguaggio comune la festa prese il nome di “Pensa”.

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L’aspetto profano di queste manifestazioni tuttavia nulla toglieva alla religiosità della Festa dei Patroni che, sempre con grande concorso di persone, seguiva un percorso scandito dalla tradizione e dalla fede. Al mattino solenne pontificale con la presenza del Vescovo e, nelle prime ore del pomeriggio, Processione con la reliquia ed il simulacro di San Pietro attraverso il quartiere e la via dedicata al principe degli Apostoli e quindi rientro in Cattedrale. Da alcuni anni, a cura dell’Amministrazione Comunale e con la partecipazione di varie Associazioni, tra cui l’Associazione tra i commercianti Adriese “Adriashopping”, ha ripreso la simpatica usanza della festa dei Santi Patroni.

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Processione del Corpus Domini 2015

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Si è svolta domenica 7 giugno la tradizionale processione cittadina, che ha coinvolto tantissimi fedeli, circa un migliaio, delle quattro parrocchie di Adria. Dopo la concelebrazione eucaristica presieduta dal Vescovo mons. Lucio Soravito de Franceschi, mons. Mario Furini con i Canonici, mons. Livio Melina ed i parroci di Adria, in una Cattedrale gremita di fedeli, presenti le autorità civili con la presenza del Sindaco Barbujani con il Gonfalone della Città, si è avviata la processione con un lunghissimo corteo di fedeli, che ha percorso Piazza Garibaldi, Corso Vittorio Emanuele, via Cavallotti, per concludersi poi nella Basilica di Santa Maria Assunta della Tomba, con la Solenne Benedizione.

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La processione è stata particolarmente curata dalle comunità parrocchiali con gli Scout ed il Gruppo di Accoglienza della Cattedrale, che hanno dato collaborazione sul piano organizzativo per il buon svolgimento della tradizionale processione.
Ad animare i canti e le preghiere lungo il percorso cittadino è stato don Luca Borgna, assieme a Padre Ave Maria che ha permesso, ai tanti fedeli presenti di partecipare con intensa devozione.
Sempre commovente è stata la partecipazione con le loro candide tuniche, dei bambini della prima Comunione in centro al corteo che infioravano la strada di petali di fiori, mentre si elevava la preghiera, il canto e la manifestazione di fede nel Corpo del Signore.

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Lo Spirito guida i passi della nostra Vita La S. Cresima in Cattedrale nella Solennità di Pentecoste

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Il Sole di Pentecoste di Domenica 24 maggio ha accolto in Cattedrale i 43 ragazzi e ragazze che hanno ricevuto il sacramento della Cresima. Sono arrivati a quel giorno dopo un periodo di preparazione accompagnato dai catechisti Paolo Polmonari e Laura Caligaris Mattei e dagli animatori Paolo Chillemi, Antonella Buquicchio e Sara Ortu. Proprio la domenica prima, il 17 maggio, si erano messi in cammino verso l’antica Chiesa di San Basilio ad Ariano per una giornata di ritiro spirituale, lasciandosi affascinare dalle pietre e dalla natura di quel luogo che ricordano le origini del Cristianesimo nella nostra terra. Un cammino quello di San Basilio e quello della vita in genere che chiede una meta ed un itinerario precisi: la celebrazione della Cresima, quindi, come ha sottolineato il Vescovo, “è il momento in cui decidere quale direzione dare alla propria vita”, ed alla propria vita cristiana in particolare. Una cammino da orientare verso Cristo, confermando la scelta del Battesimo precedentemente compiuta dai genitori.

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La celebrazione è stata vissuta e seguita con attenzione dalla grande assemblea presente in Cattedrale, formata dai padrini, i parenti, gli scout e gli amici dei cresimandi. Il Vescovo ha invitato anche i ragazzi a prendere un impegno di servizio nella comunità cristiana, perché “la Cresima ci prepara a testimoniare l’amore di Dio anche con le opere”. Alcuni dei cresimati svolgeranno il servizio di animatori al Grest del Centro Giovanile San Pietro, mentre altri continueranno il proprio cammino di formazione nel gruppo Scout e nei gruppi giovanili parrocchiali. Al termine della celebrazione i catechisti hanno lasciato ai ragazzi un biglietto ricordo con un saluto personale rivolto a ciascuno.

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Questi i ragazzi che hanno ricevuto la Cresima:
Benetti Gabriele, Benetto Luca, Bergantin Aurora, Bettinelli Giorgia, Biasioli Nicola, Buquicchio Silvia, Carriero Stefano, Casellato Francesco, Cattozzi Riccardo, Cecchetto Sofia, Cicco Christian, Cipriani Riccardo, Crestani Chiara, Crepaldi Elisa, Dalla Pria Gaia Lucrezia, Dossi Camilla, Ferrarese Elisa, Ferrati Samuele, Frascogna Marianna, Frigato Andrea, Frigato Chiara, Gamberini Filippo, Garbo Greta, Giorgi Tommaso, Giribuola Mattia, Grillo Matteo, Limaj Niccolo’, Kane Mikela, Mainardi Caterina, Manzetto Lucia, Mattei Teresa, Oriboni Gaia Maria Letizia, Pavan Enrico, Portesan Francesco, Punchina Nicolo’, Sarti Diletta, Scantamburlo Sara, Stocco Giulia, Tiengo Andrea, Tosetti Anna, Turolla Alessio, Vergendo Nicolo’, Zagato Nicolo’.

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IL RITO DI COMMIATO PER GLI OPERAI MORTI SUL LAVORO

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Dopo la Fiaccolata con Veglia di preghiera per ricordare Marco Berti, Nicolò Bellato, Paolo Vallesella e Giuseppe Baldan di venerdì 26/9/2014
IL RITO DI COMMIATO PER GLI OPERAI MORTI SUL LAVORO
Celebrato dal Vescovo Soravito nella Cattedrale di Adria

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Una grande folla muta e attonita sabato 27 settembre alle ore 15, ha accolto le bare degli operai morti a Cà Emo in uno dei più gravi incidenti sul lavoro accaduti in Polesine negli ultimi anni. “Un dramma che ci rattrista tutti e ci colpisce nel profondo” ha esordito il Vescovo nell’introdurre il sacro rito del Commiato. Con il Vescovo erano presenti Parroci, Canonici e Sacerdoti in rappresentanza di tutta la Chiesa diocesana. Una folla composta ha seguito la Messa commentata dalla Corale diretta da Antonella Cassetta con musiche sacre adeguate alla circostanza. Solista Casellato, all’organo il maestro Nicolasi. Ordinata e discreta la partecipazione delle Forze dell’Ordine e dell’Arma dei Carabinieri in particolare, con i Militi in alta uniforme posti ai lati dei feretri e delle corone di fiori della Presidenza del Consiglio dei Ministri e della Regione Veneto, per testimoniare la presenza dello Stato e delle Istituzioni pubbliche accanto alle vittime di questa grande tragedia. Accanto a loro Sindaci, Parlamentari (tra cui la senatrice Camilla Fabbri Presidente della Commissione d’inchiesta del Senato sugli infortuni sul lavoro), Consiglieri e Assessori regionali con il Presidente del Veneto Luca Zaia, il Prefetto e il Questore di Rovigo. Erano inoltre presenti con i loro vessilli molte delegazioni dei Gruppi del Volontariato sociale tra le quali la rappresentanza della Croce Verde di Adria con il dott. Cavallari. All’Omelia il Vescovo Lucio ha posto l’accento sulla “disgrazia che ha ferito profondamente le Comunità di Adria, Mardimago e Campolongo Maggiore” dalla quale emerge innanzitutto la solidarietà tra le vittime che hanno tentato di aiutarsi e sostenersi l’un l’altro. “In questa circostanza – ha soggiunto il Presule – solo la fede in Dio ci lascia intravedere una luce di speranza”. Poi citando San Paolo (“la vita è un dono da custodire con cura”) ha ribadito che la vita deve essere difesa e salvaguardata e per questo non può mai essere messa a repentaglio. Le parole del Vescovo hanno poi trovato eco nella preghiera dei fedeli nella quale è stata auspicata “una migliore attenzione alla difesa della persona durante il lavoro”.

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“L’Eucarestia – ha ribadito – ci chiama ad essere solidali tra di noi come sono stati solidali Loro”. Proprio sulla solidarietà espressa dai singoli cittadini e dalle Istituzioni verso le Famiglie colpite, il Vescovo ha inteso porre l’accento per rendere meno doloroso il momento del distacco dai propri cari. Particolarmente struggenti e piene di fede sono state le testimonianze degli amici e dei parenti delle vittime espresse al termine del sacro rito. Prendendo la parola il padre di Nicolò lo ha definito un “dono divino” dicendosi certo che, se ne avesse l’opportunità, sarebbe ancora in grado di ripetere il grande gesto di solidarietà verso i colleghi che ha tentato di salvare.

COIMPO Mons Furni saluta Kaita Fornasiero vedova Berti

Poi anche a nome della mamma ha ringraziato il Signore per il dono di quel figlio suscitando un lungo, affettuoso applauso liberatorio da parte di tutta l’Assemblea dei fedeli. Così pure ha suscitato grande turbamento nei presenti la lettera di Catia rimasta vedova di Marco Berti con un bimbo di cinque anni. Sono stati momenti di particolare tensione emotiva che non si possono spegnere con l’oblio ma che devono anzi trovare un riscontro quotidiano nelle azioni di solidarietà richiamate nelle parole pronunciate nell’Omelia dal Vescovo. Infine, come monito, è giunto l’appello del Sindaco di Adria Massimo Barbuiani: “Dobbiamo fare in modo che le Famiglie non siano lasciate sole”. (a.r.)

COIMPO L'immagine di Nicol+¦ Bellato davanti alla sua abitazione in via Allende 2 (2)

Messaggio del Vescovo Lucio a tutti i fedeli della Diocesi, in occasione del decennale

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DIOCESI di ADRIA-ROVIGO – Messaggio del Vescovo Lucio a tutti i fedeli della Diocesi, in occasione del decennale
Carissimi fratelli e sorelle,
sono passati quasi dieci anni da quando sono stato ordinato Vescovo e sono stato inviato a
guidare come Pastore la Chiesa di Dio che è in Adria-Rovigo. La mia ordinazione episcopale è
avvenuta a Udine, mia diocesi di origine, la domenica 11 luglio 2004; il mio ingresso in qualità di
Vescovo qui in diocesi è avvenuto nella Cattedrale di Adria la domenica successiva, 18 luglio.
Domenica 29 giugno 2014, solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, titolari della
Chiesa Cattedrale di Adria, nella Messa vespertina delle ore 19, ringrazierò Dio per
avermi chiamato 10 anni fa a essere segno visibile di Cristo Buon Pastore in mezzo a voi.
Il Signore “mi ha consacrato con l’unzione” (Lc 4,16) e mi ha mandato ad annunciarvi il
Vangelo; mi ha inviato a guidare la Chiesa di Adria-Rovigo, perché cresca come un buon lievito
nella pasta del Polesine e contribuisca a renderlo più giusto, più fraterno e più solidale.
Mi ha mandato a farmi carico, assieme a tutti i fedeli cristiani, dei problemi di questo tempo,
ad amare questa nostra società, perché essa è il “campo di Dio” e il “Regno di Dio” è già
impiantato nel cuore del mondo. Come ho svolto il mio ministero di pastore e di guida della
Chiesa di Adria-Rovigo? Appena arrivato in Polesine, sono andato, prima di tutto, a incontrare i
singoli sacerdoti nelle loro parrocchie, per conoscerli e per stabilire con loro un rapporto di
amicizia e di fraternità. Con il loro aiuto e con la collaborazione diretta del Consiglio Presbiterale
Diocesano ho elaborato il primo Progetto pastorale diocesano per il triennio 2005-2008,
incentrato sulla missionarietà della nostra azione pastorale, sulla famiglia, sui giovani e sulle
vocazioni.
La famiglia e i giovani sono stati sempre al centro della nostra azione pastorale, in questi 10
anni del mio ministero episcopale. Nel biennio 2006-2007 ho svolto la Visita pastorale in tutte le
parrocchie della diocesi. Sono venuto a gioire con voi per il bene che Dio sta operando nelle
vostre comunità. Sono venuto nelle vostre parrocchie per incoraggiare tutti i cristiani a vivere il
Vangelo con fedeltà, a “rendere ragione della speranza che c’è in voi” (1Pt 3,15), a diventare
“annunciatori di gioia e di speranza” e a perseguire con decisione gli obiettivi del Progetto
pastorale diocesano. Sappiamo quali sono gli obiettivi pastorali che abbiamo scelto insieme alla
fine della Visita pastorale: riscoprire e annunciare Gesù Cristo; aiutare ogni parrocchia a
crescere come “famiglia di famiglie”; formare le “unità pastorali”; evangelizzare i giovani e le
famiglie. La Visita pastorale mi ha posto a contatto con tutti voi; ho percepito la vostra
accoglienza affettuosa; ho vissuto un rapporto di vera amicizia e fraternità con voi sacerdoti.
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