GIORNATA UNITALSIANA 26/10/2014 Dalla Grotta di Lourdes alla Grotta di Adria

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GIORNATA UNITALSIANA 26/10/2014 – INTERVENTO RONDINA
Dalla Grotta di Lourdes alla Grotta di Adria

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Il messaggio di Cristo, la “buona novella”, giunse ad Adria fin dai primi secoli della Chiesa (IV – V secolo).
La presenza salvifica di Maria nella Chiesa diocesana si annunciò con la formella copta che traduce in immagine la sentenza pronunciata dai Padri conciliari ad Efeso nell’anno 431, attribuendo definitivamente alla Vergine il titolo di Madre del Salvatore.
La consuetudine dunque con la B. Vergine si radicò sempre più in questa città esprimendosi in molteplici forme di devozione (come del resto ho avuto modo di esporre in alcune mie pubblicazioni specifiche incentrate sul culto alla Vergine) tanto che Adria venne chiamata per questo “Antica Città di Maria”. Quando si venne a conoscere la portata straordinaria degli eventi di Lourdes, dell’11 Febbraio 18581 e successive apparizioni durante le quali una Signora vestita di bianco si presentò come la Immacolata Concezione alla piccola contadina Bernadette Soubirous, in molti luoghi e città mariane maturò il desiderio di riprodurre la Grotta delle apparizioni, prendendo a modello quella naturale situata ai piedi dei Pirenei francesi.

Aldo Rondina
Questo desiderio sorse anche in Polesine e ad Adria ma la terribile alluvione dell’Adige avvenuta nel 1882 e la disperata protesta dei braccianti passata con il titolo emblematico de “La boje” (1884-1886) ne impedirono la realizzazione. Alcuni tentativi avviati con tanta buona volontà dalle Madri Canossiane, insediatesi nel quartiere di Canareggio proprio nel 1882, andarono in fumo per mancanza di mezzi.

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Ma le Canossiane tuttavia, tanto devote alla Madonna, non rinunciarono mai all’idea di onorare la Vergine con il segno particolare della Grotta e nel 1910, grazie alle offerte dei fedeli (lire 1.700) riuscirono ad avviare i lavori per la costruzione della Grotta in un angolo dell’orto del Convento. La Grotta, con l’immagine di Maria, venne solennemente consacrata l’11 Febbraio 1911.

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I Diari compilati dalle Suore e i racconti trasmessi dai fedeli attestano il grande fervore sorto attorno a quel sacello mariano. Seriamente danneggiata durante il passaggio dell’ultima Guerra, la Grotta delle Canossiane fu abbattuta il 17 Settembre 1945. La Madonnina scolpita in marmo tuttavia è stata salvata dalle Suore e tra non molto sarà posta con solenne cerimonia, all’ingresso della Casa delle Associazioni di Volontariato realizzata dalla Croce Verde di Adria nello stesso luogo dove un tempo sorgeva la Grotta.
Stamane però siamo qui per parlare di un’altra Grotta-Santuario adriese, quella a misura naturale sorta nell’area dell’ex Cimitero cittadino accanto alla Cattedrale, i cui lavori di costruzione avviati formalmente nel 1924 si conclusero nel mese di Settembre 1925 con il solenne Pontificale celebrato da S. Ecc. Mons. Rizzi, unitamente al Capitolo, al Clero ed a moltissimi fedeli. Le cronache parrocchiali riferiscono che dal 2 Febbraio 1924 ebbe inizio la recita del S. Rosario davanti all’immagine scolpita in marmo di Carrara della Madonna di Lourdes, appositamente realizzata per la Grotta ed esposta provvisoriamente in Cattedrale presso l’altare di San Francesco, accanto al progetto del Santuario.

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L’eco suscitata dalla inaugurazione del sacro monumento ebbe grande risonanza non solo in Diocesi ma anche in molte Parrocchie delle Diocesi confinanti. Da quel momento la Grotta-Santuario di Lourdes divenne meta di Pellegrinaggi da ogni parte. Si può dire che, almeno fino allo scoppio della seconda guerra mondiale, siano passati migliaia e migliaia di fedeli richiamati dall’unico desiderio di pregare in un luogo mariano simile a Lourdes.
Sorse in quegli anni persino un foglio a stampa dal titolo “La Grotta di Lourdes” per dare informazioni adeguate sulle attività mariane in corso ed incoraggiare i fedeli devoti della Madonna. Negli anni trenta del secolo scorso il Santuario divenne luogo di convegni spirituali dell’Azione Cattolica e delle altre Associazioni parrocchiali. Non c’era incontro di preghiera che non avesse la sua naturale conclusione alla Grotta di Lourdes, ai piedi della Vergine Maria.

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Dopo la guerra gli appuntamenti mariani alla Grotta-Santuario ripresero con maggior vigore. Molte foto documentano questo grande fermento religioso inculcato nei giovani e nelle ragazze dell’Azione Cattolica da pii e santi Sacerdoti. Fanno tenerezza le foto che ritraggono i gruppi dei coscritti che prima d’intraprendere la via della chiamata alle armi si riunivano in preghiera davanti all’immagine della Madonna. Così i bambini della Prima Comunione, della Cresima, gli studenti e tanti, tanti giovani nel cui cuore è rimasta impressa l’immagine dolcissima della Madre implorata davanti alla Grotta.
Per rendere più concreto il legame spirituale con la Vergine, l’Arciprete Mons. Filippo Pozzato propose ai Pellegrini di compilare un elenco nominativo dei componenti i vari gruppi e il luogo di provenienza da depositare come offerta in un apposito sacello ricavato ai piedi della Madonna. Grazie alla tenacia ed all’impegno del cav. Francesco Doati (grande devoto di Maria) è stato possibile il recupero di molte di queste preziose testimonianze (sono fogli un po’ sgualciti, scritti a mano od a macchina) che speriamo di poter esporre in una prossima occasione insieme alla documentazione conservata presso l’Archivio Capitolare.
L’ardita iniziativa della costruzione di una Grotta-Santuario della stessa dimensione di quella che sorge a Massabielle, sulla riva del torrente Gave che attraversa la cittadina di Lourdes, ebbe come fautore principale un Canonico della Cattedrale innamorato di Maria: Mons. Giuseppe Prearo.
Fin da quando partì per il fronte il 4 Giugno 1915, don Giuseppe Prearo, allora giovane Cappellano in Cattedrale (aveva 31 anni), si ripromise di dedicare alla Madonna di Lourdes un Santuario non appena fosse cessata la Guerra.
Al suo ritorno dopo il conflitto, si mise subito all’opera per raccogliere i fondi necessari e dare avvio all’ardita iniziativa. L’Arciprete mons. Pozzato non poteva fare altro che incoraggiarlo, essendo la Parrocchia già fortemente impegnata in altre opere. Per questo il pio sacerdote non si scoraggiò e un po’ con mezzi propri, un po’ con le offerte dei fedeli, ma anche con il generoso credito concesso dal titolare dell’impresa costruttrice Signor GioBatta Donà, detto Titta Fasolin (factotum della Fabbriceria della Cattedrale), il progetto del Santuario-Grotta di Lourdes andò in porto e venne realizzato nei tempi previsti (25 settembre 1925) con grande profusione di cemento armato.
Circa quattro anni dopo l’inaugurazione, esattamente il 14 luglio 1929, mons. Prearo perse la vita assieme al fratello Gino in un grave incidente d’auto accaduto in località Moggia, nei pressi della torre delle “Bebe”, sulla strada arginale del Gorzone che da Cavarzere porta verso Chioggia. Lo scoppio di una gomma fece sbandare l’auto guidata dal sacerdote e il mezzo precipitò nel fiume sottostante portando con sé le persone trasportate.
Il tragico evento ebbe ripercussioni assai pesanti sulla situazione economica dell’impresa costruttrice, già in preda alla crisi economica in atto che causò la famosa “quota 90” della lira. Alla fine comunque, l’Arciprete mons. Pozzato chiuse il contenzioso con gli eredi impegnandosi a saldare il debito residuo2.
Per il tramite di Mons. Prearo e di tutti coloro che hanno contribuito concretamente alla sua realizzazione, la Madonna ha donato ad Adria il Santuario che riporta direttamente a Lourdes, nel luogo delle apparizioni.
I nostri predecessori nella fede hanno reso spiritualmente fecondo questo luogo sacro, dove ancora ci si riunisce in preghiera sollecitati magari da lodevoli manifestazioni Unitalsiane come quella che stiamo vivendo oggi. Siamo per questo impegnati a proseguire l’opera di evangelizzazione al seguito di Maria qui avviata da 9 decenni.
In questo anno pastorale 2014-2015 la nostra Chiesa locale, è spronata dal suo Pastore il Vescovo Lucio a farsi missionaria per diffondere la fede.
Uno dei suggerimenti proposti dal Vescovo per questo cammino pastorale è che possiamo realizzare, previa adeguata preparazione spirituale, pellegrinaggi alla Chiesa Cattedrale ed ai Santuari mariani diocesani e regionali (v. libretto “Il popolo di Dio in missione”, a pag. 16 tra le “Scelte pastorali da svolgere nelle Parrocchie”).
Allora cogliamo con entusiasmo questa provvidenziale indicazione e mettiamoci in cammino per incontrare la Madre nel Suo Santuario insieme ad Associazioni, Gruppi di preghiera e Parrocchie che sceglieranno questo percorso.
Abbiamo la certezza che “in questo cammino ci accompagnerà la Vergine Santissima.. , … aurora luminosa e guida sicura del nostro cammino”. (Aldo Rondina)

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